Visualizzazione post con etichetta internazionalizzazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta internazionalizzazione. Mostra tutti i post

mercoledì 19 giugno 2013

Forum Legnoarredo: le aziende italiane allo specchio

Giovedì scorso, 13 giugno, presso la fiera Milano Congressi si è tenuto il Secondo Forum di FederlegnoArredo.
Il presidente di FederlegnoArredo Roberto Snaidero

«Un grande evento per un grande settore, a dimostrazione che il nostro tessuto produttivo svolgerà con sempre maggiore efficacia un ruolo di primo piano nella crescita del Paese. Noi siamo consapevoli di questo compito e siamo pronti» così dice R. Snaidero. 

Il forum si è dimostrata un'occasione di verificare la vivacità di questo settore: più di mille partecipanti e decine di ospiti si sono alternati in una giornata di incontri tematici. 
Anche CN Arredamento era presente e oggi vi raccontiamo un po' cosa abbiamo capito noi e cosa ci è sembrato interessante. 



La prima sessione plenaria, intitolata "Le eccellenze dell'italianità" è stata piacevolmente animata da P. Daverio, che più che moderatore i è posto come provocatore di G. Anzani, P. Gandini, C. Luti, A. Margaritelli, R. Illy e A. Romano, tutti esponenti di spicco del settore, che hanno portato sul palco la loro esperienza e le loro sensazioni, a volte contrastanti, sui modi di porsi delle aziende italiane. Importantissime sono le nostre radici, la tolleranza, la proponesione estetica, il contenuto ingegneristico che sappiamo sviluppare... anche se la realtà ci dice che siamo ancora poco capaci di fare sistema. Ma proprio dalla nostra capacità di FARE il BELLO, possiamo ripartire e fondare il nostro rapporto con l'estero, proponendoci come "educatori alla bellezza e alla qualità".


Abbiamo poi seguito diversi workshop, sdoppiandoci nelle varie sale ed imparando i nuovi modelli di scelta del consumatore, come costruire business e come un bell'ufficio può renderci felici. Riguardo quest'ultimo argomento, è stato interessante scoprire come si stiano sviluppando modelli di lavoro ben diversi a quelli a cui siamo abituati (specialmente qui in Brianza!), dove il benessere del lavoratore è garantito attraverso una serie di asset intangibili, un ambiente di lavoro che stimoli la

creatività, benefit economici e formativi. Importantissimo in questo senso è far capire ai lavoratori il VALORE del loro lavoro e, in qualche modo, restituirglielo. In questo senso è molto importante agire con una business intelligence, in grado di prepare un business plan che sappia esattamente da dove e quando arriverà la ricchezza prodotta, per poterla redistribuire. In CN abbiamo già attuato in ques'ottica, il progetto G.Ma.P., potete approfondirlo sempre sul nostro blog!







martedì 30 aprile 2013

Export e dazi

Prendendo spunto da un articolo del 13 Aprile scorso sul Sole24Ore, riprendiamo l'argomento dell'internazionalizzazione,

E' appena finito il Salone del Mobile 2013, quale occasione migliore per testare l'andamento del mondo dell'arredamento?
Le conclusioni di tutti concordano sullo stesso punto, ossia la crescente importanza dell'apertura del Made in Italy ai mercati internazionali.

Per l'arredamento si prevede infatti un incremento del 72% entro il 2017 (rapporto di Confindustria "Esportare la dolce vita"), grazie ai 192 milioni di nuovi ricchi, che si formeranno in quel periodo. Insomma, 30 miliardi di euro che entreranno nelle casse del nostro settore, leader indiscusso di prodotti di qualità. Un'opportudità di business dunque, ma anche di innovazione: giovani e importanti designer ammirano il gusto italiano e la ricercatezza dei prodotti e sono proprio loro che ci vengono a cercare. Un esempio: Oscar Niemeyer.

Quindi benvenuti tutti i paesi in via di crescita: BRIC in primis (Brasile, Russia, India e Cina), ma anche i nuovi MIST (Messico, Indonesia, Sud Corea e Turchia). Ma anche Vietnam, Egitto, Libia, Tunisia, Argentina... Ma con attenzione!

Uno dei problemi maggiori riscontrati è quello riguardante le politiche di DAZI, applicate in questi paesi.
I modi possono essere diversi, ma hanno tutti uno stesso risultato: quello di imporre tasse esorbitanti sul caro export che dovrebbe salvarci.
I paesi in questione adottano infatti un atteggiamento protezionistico, a favore della loro economia.

In Brasile (dove il dazio può arrivare fino al 100% del valore del bene) e in India, questo succede in modo non del tutto diretto, per via di una sommatoria di tasse e balzelli: tasse doganali, federali, statali e comunali si sommano all'Iva e ad altre imposte obbligatorie.
In Argentina il problema riguarda sia la quantità di import per il paese (che deve essere pari a quella dell'export) sia le certificazioni, una barriera importante anche per l'agognata Cina. In entrambi i paesi infatti, si devono disporre di appositi certificati di sicurezza, che possono essere ottenuti solo da laboratori certificati.

Come fare per ovviare il problema? Le soluzioni più gettonate sono:
- Delocalizzare parte della produzione: l'export di semilavorati, componenti e puro know how ha notevoli agevolazioni (i Paesi emergenti infatti traggono un vantaggio produttivo dall'acquisizione di un know how già solido);
- Passare per altri paesi: ovvero transitare la merce per altri Stati, con politiche meno rigide e facilitare così l'ingresso nel Paesi-obiettivo.
Altre idee?


lunedì 18 marzo 2013

Nuovi modelli di business! (?)

Il blog di CN Arredamento non si occupa solo di legno e design: CN è prima di tutto un'impresa e come tale vive in nel mondo (oggi abbastanza problematico) dell'imprenditorialità.

Come ogni altra buona industria deve avere un occhio di riguardo alle novità del settore, sia per quanto riguarda le tecniche, sia per la parte economica e gestionale.
Negli scorsi mesi vi abbiamo parlato dell'importanza della formazione, del nuovo sistema di controllo di gestione che si sta implementando... Oggi vogliamo invece parlare di un argomento che sembra una fonte inasauribile di pubblicazioni, discussioni e idee.




Sempre più spesso si sente parlare di "nuovi modelli di business", ma cosa significa questo?

Un modello di business si compone di diverse variabili, di origine sia organizzativa che strategica, che, se ben orchstrate, consentono all'azienda di acquisire un vantaggio competitivo sul mercato nel quale opera.
Significa quindi saper fare diverse cose:
- Convertire l'innovazione in valore, seguendo una determinata strategia;
- Definire l'organizzazione, per poter raggiungere gli obiettivi prefissati;
- Codificare i rapporti col mercato;
- Creare un sistema di controllo in grado di analizzare i risultati e "prevedere" il futuro.

Questo processo è soggetto a numerose e diversissime rielaborazioni; la crisi che stiamo vivendo ha messo a dura prova non solo il portafoglio, ma anche le idee degli imprenditori e da qui la proliferazione di creazioni di nuovi modelli, che sembrano la via principale di uscita da questa difficile situazione.

Manuali, corsi, società specializzate... Numerose sono le occasioni per potersi mettere in discussione e ripensare alla propria impresa in un'ottica completamente diversa.
In campo editoriale, ogni casa editrici propone la sua: la FAG ha pubblicato nel 2012 un "Manuale pratico" per "Creare modelli di business", la Camera di Commercio di Milano propone, edito da Mondadori, un manuale "Verso nuovi modelli di business", di M. Magatti, professore all'Universitò Cattolica, mentre la Franco Angeli e la Springer si sono concentrate sui nuovi modelli nel campo delle aziende di servizi.
E tutto questo non comprende la galassia di pubblicazioni minori e specializzate per settore, tra i quali si fanno particolarmente presenti l'e-business e le nuove tecnologie.


Il grande successo di questo tema è visibile a modello globale: ne sono testimoni libri divenuti veri e propri best seller, come "Business Model Generation" e "Blue Ocean Strategy", solo per citarne un paio.
Ma quali sono le linee guida che vanno per la maggiore?
Ecco un breve (e di sicuro incompleto) elenco. Non abbiamo la sfrontatezza di dirvi che questa sia la bacchetta magica, ma potrebbe essere un buon punto di partenza.

-> Metodo rigoroso
-> Forte creatività
-> Fare più e meglio
-> Puntare sugli asset immateriali per l'aumento del valore
-> Valorizzare la filiera
-> Valorizzare le risorse (umane, sociali, ambientali)
-> Curare la sostenibilità

In CN c'è stato da quasi un anno un ripensamento dell'impresa in quest'ottica, e il risultato è stato questo: la scelta di fornire un servizio COMPLETO al cliente, di porsi al mercato come UNICO REFERENTE per i progetti di realizzazione di arredamento di interni.
Questo ha creato la possibilità di fornire un servizio che risulti "comodo" per il cliente, che si trova un unico interlocutore in grado di mediare tra i vari reparti di produzione; dall'altra parte, nel backstage se così si può dire, si è creata una rete di imprese che si aiutano e sostengono l'un l'altra.
E voi?
Lo spazio dei commenti è a vostra disposizione per raccontarci come avete cambiato la vostra impresa!



venerdì 1 marzo 2013

CN SALOON... Ron Gilad!

First article of the new series "CN SALOON", with an exceptional guest!

Artist and designer, he gained experience in Tel Aviv, New York and Italy. Just awarded of the Designer of the year prize by Wallpaper*, recently in the Wright in Chicago and at Salone del Mobile with a solo exhibition. Pieces of his work compose the collections of the Metropolitan Museum of Art, Museum of Art and Design in New York and the Tel Aviv Museum of Art, where he's going to have a personal exhibition next summer.But he has much more to do and to imagine. This (and much more than this) is Ron Gilad.

Ron is described as "philosopher of everyday objects", "with a minimalist elegance", "linguistic", "developer of 3D concepts"... but we were so lucky to talk to him last month and now we'll let him speak about himself and his work.

When did you start to design and why?
I think I was doing sketches from a very young age and then I was bored by just using the pencils and the paper so I started to work with the rulers and suddenly everything started to become very symmetric and architectonic, three dimensional.
Then I studied architecture in high school, but I realized that I was too impatient to wait months or years to see the first product, so I decided to reduce scale and to study product design.

Why do you have this need to create?
I think this is my way to communicate with the world. I communicate my ideas through objects and not through words, as writers, for instance, do.

Do you want to communicate special ideas?
I'm trying to create for myself spaces and my own world, through objects. So it's less about the client and more about myself.

So is your source of inspiration yourself and your interior?
No, not  necessarily. I think that, when you are designing, after all, you are thinking about a certain function. In most of my designs there is a lot of cultural research and things that relate to specific place and time, most of the time relates to the past. Most of the times I'm basing my ideas on what already exists. So it's just like building another layer: it's not like starting from zero and trying to be innovative, I just add another layer on what I see.




Can you make some examples?
The new 56 collection for Adele-C. The idea was to create a surface for sitting and a container. The thing that was missing was how to elevate it from the floor. I didn't want to create a new leg, I looked a little bit in the past and I founded the Thonet chair, which somehow fits very well to be reduced in scale and become a leg. There is something very smoothing, the curves and everything, that doesn't really interrupt the space.



Is it different for you to design pieces for a collection or for an exhibition?
It is, in the sense that I think that when you are working in a gallery you can allow yourself to become a conceptual. However, when you are working with a company you just need to have a concept and develop it in different channels.


Do you have a particular sort of client you are focusing on?
No, I'm trying a lot to have no competition between my clients. Slowly I hope in few years, they will realize they are complementary to each others. I'm creating a world that until now was separated between this companies, I'm putting them together to start something new. (It remember to me something like.. this!)


What kind of relationship there is, between you and Italy?
A very special one. I lived 12 years in New York and even though sometimes I felt comfortable, I always felt some kind of disconnection to the American culture. Not because it is bad or good, it's just different from what I'm coming from. Suddenly I had the chance to start working with Italy, with Italian companies, and I found so much warmth and directness, as I'm used in Israel. Italy for me is like a perfect balance between the Israelian and American culture. There is something very easy: the communication and the possibility to become personal. It's not just about a product or making money, communication with people is the way.

And now... a little talk about CN!

When did you first met Silvio?
I first met Silvio three years ago, when I was working on the first exhibition with Dilmos. we were looking for producers and I don't know how, Dilmos said "we have the best producer, he can do everything" and that was the first time we started a collaboration.

What was your first impression of CN?
I thought that the level of professionalism was very high but there was a lot of respect to the artistic value that I added to my pieces. There was a kind of understanding of what things needed to be engineered, built and finished.

mercoledì 30 gennaio 2013

Wood SLICING


Hi everybody!
As we have wrote in the first article of this year (you can find it here), we wanted to improve our international side, also by making available articles in English, for all our foreign online visitors.. So, here we go!
First of all, I'm going to translate the articles speaking about techniques.

Wood SLICER machine, is a device that, from an entire log, obtains sheets of wood, from 0.3 to 3 millimeters thick. If you think about that, it's a very precise and delicate processing, as the sheet can be thinner than your skin! (take a look at this scale of the universe, just to be aware of the dimension we are talking about). The name of this machine come from the fact that the piece of wood is literally sliced by a putting it on a lathe, with a fixed or moving blade. This sheet will be used, then, for the veneering process, that creates furniture at a lowest cost, but not always at a lowest quality, as we'll see soon.

Now we are going to describe some cuts and their result.

1) lengthwise cut (also said italian): the log is cut in the middle and the slicing is made parallel to the plane face. The result is a variegated figure, called flame or cathedral (you can easily see why!)


2) quarter slicing (or french slicing): in this case, the log is cut in 4 pieces and every piece is sliced parallel to the annual growth rings of the three (probably the image will explain much better then the worlds). The resultant sheet will have a straight grain appearance.


3) rotary cut: this is one of the two cases of slicing with a fixed blade. In the examples we have just spoken about, the wood was fixed, while here it rotates and comes nearer to the blade. if you can imagine it, it's like a spiral slicing. This kind of slicing is used for poor wood, that can be used afterwords for plywood and multi-ply.
4) half-round slicing: here is the second type of slicing with a fixed blade. As the rotary cut, the log rotates on itself, but it is not sliced all along its circumference, but on an arc parallel to the center of the log. 
This type of slicing is made on very precious essences and on small logs: in this way the wood don't get damaged and there are very few residuals.

Every type of cut gives the wood a very particular appearance; the sheets can the be combined as you like and create million of different patterns.
If you need some more information, don't hesitate to contact us!
I remember you that you can find us also on twitter and facebook! Our web sito is alwais available, both in English and in Italian language!

martedì 29 gennaio 2013

CN @ Imm Köln 2013


In queste settimane c'è stato molto da fare in CN Arredamento Design... E nel "molto da fare" è compresa anche la partecipazione ad una delle fiere internazionali più importanti: IMM Cologne. 

Questi i numeri della fiera: in sette giorni, dal 14 al 20 Gennaio scorsi, più di 142.000 visitatori, provenienti da 137 paesi hanno visitato le 11 halls in cui era divisa la fiera, in cui hanno esposto ben 1250 aziende, provenienti da 50 paesi diversi. Rispetto all'anno prima i visitatori provenienti da fuori Germania sono cresciuti del 13% e rappresentano ben il 42% del totale.

CN ha partecipato, o forse è meglio dire ha visitato, questa fiera in tre giorni, nell'ottica di una internazionalizzazione sempre maggiore. Abbiamo conosciuto persone provenienti da tutto il mondo, con idee diverse, stili particolari e design unici. 

Imm Cologne si propone di presentare i trend internazionali e le nuove innovazioni del mercato; compito che svolge in modo egregio, presentando anche numerose sezioni dedicate ai giovani. Questo mix di grandi aziende europee e mondiali e di giovani talenti, dona un gusto particolare alla visita. Inoltre i settori toccati sono numerosi: cucine, camere, bagni e living di ogni genere e sorta, arredati secondo i gusti più disparati e le tendenze più diverse. Una grande parte va ovviamente alle aziende italiane: esse si sono mostrate all'avanguardia nel gusto e negli allestimenti, nella particolarità delle lavorazioni e nell'originalità delle forme.

Per quanto riguarda i giovani designer, diverse sono state le sezioni a loro dedicate: numerosi hanno esposto con le scuole, il contest D3 ha premiato i giovani designer e quelli indipendenti, il progetto Ü60 ha dato l'occasione agli studenti di creare nuovi prodotti per una fascia di popolazione anziana, sempre in maggiore crescita.
E' stato in questi ambienti che CN ha conosciuto Jenny Ekdahl, Raphael Biller e Martin Fialkowske, le cui innovazioni, particolarmente apprezzate, saranno oggetto di un articolo che uscirà a breve!
Quindi.. alla prossima!



In these weeks, we had so much to do here at CN Arredamento Design... And in that "so much to do" there is also the participation at one of the most international furniture fair: Imm Cologne.

These are the numbers of the fair: seven days, between 14 and 20 January, more than 142.000 visitors, from 137 different countries, that have visited 11 halls, where 1250 companies, from around 50 countries had their stands. Foreign visitors raised 13% and represent 42% of the total.

CN has participated, or better has visited, this fair, aiming to a better international approach to the market. We knew a lot of people, coming from all over the world, with different ideas, particular style and unique design.

Imm Cologne want to present international trends and marketable innovations; a well done work, we must say. As matter of the fact, there are numerous opportunities for the young designer to present their work. A great mix of big names of the furniture world and young talents give the visitors a complete overview of the sector. Which is comprehensive of all kind of furniture: kitchens, bedrooms, bathrooms, living in general... And all of them are furnished in very different ways.
We must recognize that Italian industries have always a great part in showing their taste for innovations and dressings, being, as always, original and paying attention to details.


Regarding young designers, there were different sections for them: some schools, D3 contest rewarded young and independent designer,Ü60 shown off the creativity of a group of students in creating object and design for aged people.
In these halls, CN met Jenny Ekdahl, Raphael Biller and Martin Fialkowske, whose innovative products have been very appreciated by us, and they will be soon on our blog!
Don't miss it!


mercoledì 23 gennaio 2013

Siamo MAPpati!!!




Una bella (e comoda) notizia per tutti...
Dopo qualche mese di attesa Google maps, il più utilizzato sistema di localizzazione mondiale, ha censito la nostra azienda e ha segnalato la posizione dell'azienda con un'utilissima stellina!
Arrivare da noi sarà ancora più semplice!



martedì 20 novembre 2012

G.Ma.P 1.0 ovvero: guardiamo lontano!


Abbiamo già affrontato in questo blog l’argomento della formazione manageriale.
Oggi, con questo articolo, inauguriamo una (speriamo) fortunata serie di recensioni sul sistema di controllo di gestione che sta prendendo piede in CN: per gli amici G.Ma.P., per tutti il Getting a Managerial Prospective.
Sviluppato in collaborazione con Cube Consulting, questo progetto risponde all’esigenza che avevamo già dettagliatamente spiegato: i nostri “capi” hanno deciso di diventare “manager” a tutti gli effetti e non fermarsi all’approccio day-by-day, passando ad un approccio razionale ed anticipatorio. Questo significa non più guardare per terra dove si mettono i piedi, ma alzare un occhio per vedere quanto sia lunga e dove conduca la strada che si sta percorrendo.

La necessità di questo cambiamento è particolarmente sentita dalle PMI italiane in questo difficile periodo: oramai arrivate alla seconda, alla terza ed, in alcuni casi, alla quarta generazione di imprenditori, queste imprese hanno una loro ben definita identità e delle precise competenze, ma si devono confrontare con un mondo che non è più quello in cui sono nate.
Nell’ambito della competizione internazionale, non basta la qualità del prodotto a renderle visibili, ma serve un efficace approccio al governo aziendale. Sopravvivere in uno scenario internazionale significa capire chi si è esattamente, di quali risorse si dispone ed organizzarle secondo una logica che ha le sue fondamenta negli strumenti del controllo di gestione. Un imprenditore che agisce con un atteggiamento del genere gioca d’anticipo sui problemi. E vince.
G.Ma.P. si propone di fare proprio questo e si compone di 3 fasi:


1)   EmployeeAnalysis: come razionalizzare ruoli e task rispetto ad un percorso di empowerment? come valutare l’employee satisfaction? come valutare la competence-map percepita?
2)   Budgetinge costing: quali sono i costi? come misurare le performance? come governare in via razionale ed anticipatoria l’azienda? come analizzare l'andamento dei risultati in relazione al budget? come evidenziare le responsabilità?
3)   Web-Experience: come creare una identità web coerente con l'immagine aziendale?  come creare relazioni dirette con i propri clienti? come raggiungere nuovi clienti e mercati? come aumentare l'engagement dei propri clienti?



I prossimi articoli analizzeranno le varie fasi del progetto, ora, invece, vi raccontiamo come è andata qui in CN.


Massimo Memmola, ricercatore e docente all’università Cattolica di Milano, è stato il referente principale in Cube Consulting di questo nuovo sguardo sul futuro. A lui abbiamo chiesto di rispondere a qualche domanda che possa far capire quanto questa non sia solo una questione di paroloni accademici, ma abbia a che fare con la vita di chi lavora in CN. Quindi… soffiamo via il fumo e vediamo l’arrosto!

·         Quali sono le caratteristiche che hanno permesso questo cambio proprio in CN? Ci sono stati problemi?
CN è oramai un’azienda “matura”, in quanto ha dei dati economici strutturati che possono essere più o meno facilmente organizzati in centri di costo e un processo produttivo stabile. Senza un sistema adeguato, però, questa struttura sarebbe data del tutto per scontata e questo non è quello che serve per poter guardare al futuro. Il primo passo per il cambiamento è stato quello di capire chi si è e come si è fatti, una sorta di studio anatomico dell’azienda. Se Silvio e Davide Cappi non si fossero messi in gioco, impegnandosi a riscoprire il luogo dove hanno da sempre lavorato, nulla si sarebbe potuto fare. I problemi sono stati innanzitutto legati al cosiddetto “way of thinking” dell’azienda, cioè al modo in cui si agisce e si guarda a se stessi. Più che veri e propri problemi, si sono verificate complessità: l’anatomia di CN, in effetti, si è rivelata più complicata di quanto previsto.


·       L’elemento personale che ruolo ha giocato?
È stato l’elemento decisivo: come ho detto prima, si parte dal cambiare il modo di pensare e di agire, quindi la disponibilità dei singoli è essenziale per implementare un sistema di controllo di gestione. Si deve costruire un gioco di squadra, dove tutti remano insieme nella stessa direzione.

·        Dove si vuole arrivare con questo progetto?
Con questo progetto si può e si deve arrivare molto lontano, perché con una logica manageriale ci si pone sullo stesso livello di gioco delle più grandi imprese europee. CN vuole arrivare ad essere competitiva non solo sul prodotto, ma anche sulle logiche di gestione.
Poter ampliare la schiera dei propri interlocutori senza essere in condizioni di inferiorità si rivela la carta vincente, ancor più in questo periodo di crisi.


·        In quanto tempo si avranno i risultati?
I risultati sono già tangibili: la conoscenza della struttura di costi dell’azienda è già patrimonio dell’amministrazione ed è in corso lo studio della capacità produttiva. E’ in atto una nuova strategia di web business e questo blog, insieme col sito e i social network, ne è la testimonianza. Come per tutte le buone auto,  perché il tutto sia a regime ci vorranno un paio di giri di pista.  Il sistema, comunque, verrà perfezionato di anno in anno, per adattarlo ai nuovi livelli raggiunti.

lunedì 5 novembre 2012

Internazionalizzazione

"è certamente vero che i nuovi analfabeti sono coloro che non conoscono l'inglese"
B. Severgnini

Si fa un gran parlare di quella che è l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Banche, Camere di Commercio, Associazioni e tantissimi altri enti offrono un supporto per il suo sviluppo, l'argomento è dibattuto ed illustrato ampiamente nel web, come ad esempio in questo blog. 
Ognuno è libero di dire la sua a proposito, così anche noi di CN Arredamento facciamo sentire la nostra voce e chiediamo il vostro parere.
Questo strumento viene descritto come una vera e propria panacea alla crisi contemporanea, la porta spalancata che offre opportunità di sviluppo per l'impresa, il salvagente per chi si ritrova con l'acqua alla gola, la terra promessa degli affari... insomma, un toccasana che promette profitti, nuove idee, diversificazione dei rischi e una valanga di altri benefici.

Fino qui tutto bene. Senza nulla da obiettare, un'apertura al commercio globale potrebbe senza dubbio condurre le nostre piccole imprese ad un successo, letteralmente, mondiale.
Come tutte le medicine però, l'internazionalizzazione ha delle controindicazioni. O meglio, degli effetti indesiderati se assunta in dosi errate e senza il controllo del medico. 
Un'errato approccio all'estero, infatti, potrebbe avere un rapporto costi/benefici negativo. Detto in modo più famigliare, potrebbe essere un fiasco totale. 

Questo a causa, prima di tutto, della scarsa conoscenza dello strumento. Non si può pensare di trarre dei vantaggi con degli interventi spot e una politica senza fondamento. Serve una vera e propria cultura dell'internazionalizzazione, un piano d'azione prestabilito e adattato ai punti di forza dell'azienda che vuole promuoversi. Cioè serve capire con chi si sta parlando (e quindi capire che non tutti hanno lo stesso modo di pensare del nostro vicino di casa), conoscere i rischi, finanziari e non che si possono presentare sul mercato estero e tenere gli occhi puntati sull'obiettivo che si vuole raggiungere possono evitare che il salvagente si buchi e ci lasci colare a picco.


Tutte le imprese possono e devono addestrarsi all'uso di questo nuovo strumento, perché, indipendentemente dalla loro grandezza, il mercato estero offre un oceano di opportunità, che vanno sapute cogliere e sfruttate. Ancora una volta si parla di formazione, di conoscenza delle regole del gioco prima di iniziare la partita. Basta poco, un pizzico di  buonsenso e un aiuto qualificato. CN Arredamento Design sta iniziando il suo allenamento: piccoli passi, come l'inaugurazione del sito in inglese e la partecipazione a fiere internazionali, che segnano l'inizio di un nuovo way of thinking!