Visualizzazione post con etichetta stile italiano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stile italiano. Mostra tutti i post

martedì 15 ottobre 2013

Lo stile degli ANNI 50

F. Albini - Luisa
Nel 1952, il "Manifesto per il disegno industriale", pubblicato sulla rivista Domus, recita:
«per il gusto, per l’estetica della produzione (…) soprattutto per la nostra Italia (…) la cui vocazione è sempre stata (e meravigliosamente sempre sarà, per grazie divina) quella di «creare il bello».
Nasce così l'ITALIAN STYLE nel campo del design.

Dopo la seconda guerra mondiale, la ricostruzione opera principlamente su due fronti: quello edile e quello dell'arredamento.
C'è quindi un'atmosfera di frenetica attività, con molti prototipi e tanti prodotti, che, sviluppandosi in questi anni, rimarranno però sul mercato molto più a lungo.

M. Zanuso - Lady
Gli anni '50, per la storia del design italiano, non si caratterizzano per una tendenza dominante, bensì possiamo ritrovarci l'azione di numerose altre tendenze precedenti e un sommario di quelle successive. Neostorico, neoliberty, hightech, razionalismo, arte povera, minimalismo e pop design trovano qui le loro radici più profonde.

Rimane la dicotomia del design italiano che ha caratterizzato il periodo precedente, anteponendo l'"orgoglio della modestia" al "lusso necessario". Se quelli che possono essere chiamati "mobili ricchi", riconducibili alla seconda categoria, vedono più il loro sviluppo dagli anni '60, l'arredamento più "povero" vede in questo decennio la realizzazione di importanti esempi. Uno per tutti: la Superleggera di Giò Ponti, disegnata nel 1955. In questo periodo sono attivi designer i cui prodotti sono presenti ancora oggi sul mercato, come Dominioni, Albini, Zanuso, Borsani, Gardella...
G. Ponti - Superleggera
Gli anni di frenetica attività creativa sono affiancati dalla creazione di istituzioni di grande importanza co l'ADI (Associazione per il Disegno Industriale) e il premio Compasso d'Oro.

Cosa ci lasciano gli anni '50?
Un'eredità infinita di modelli e di idee che, come già scritto sopra, daranno vita a molte delle tendenze degli anni successivi. Ci lasciano il gusto industriale della realizzazione di qualità, che potete sempre trovare qui da noi, in CN Arredamento Design!

martedì 30 aprile 2013

Export e dazi

Prendendo spunto da un articolo del 13 Aprile scorso sul Sole24Ore, riprendiamo l'argomento dell'internazionalizzazione,

E' appena finito il Salone del Mobile 2013, quale occasione migliore per testare l'andamento del mondo dell'arredamento?
Le conclusioni di tutti concordano sullo stesso punto, ossia la crescente importanza dell'apertura del Made in Italy ai mercati internazionali.

Per l'arredamento si prevede infatti un incremento del 72% entro il 2017 (rapporto di Confindustria "Esportare la dolce vita"), grazie ai 192 milioni di nuovi ricchi, che si formeranno in quel periodo. Insomma, 30 miliardi di euro che entreranno nelle casse del nostro settore, leader indiscusso di prodotti di qualità. Un'opportudità di business dunque, ma anche di innovazione: giovani e importanti designer ammirano il gusto italiano e la ricercatezza dei prodotti e sono proprio loro che ci vengono a cercare. Un esempio: Oscar Niemeyer.

Quindi benvenuti tutti i paesi in via di crescita: BRIC in primis (Brasile, Russia, India e Cina), ma anche i nuovi MIST (Messico, Indonesia, Sud Corea e Turchia). Ma anche Vietnam, Egitto, Libia, Tunisia, Argentina... Ma con attenzione!

Uno dei problemi maggiori riscontrati è quello riguardante le politiche di DAZI, applicate in questi paesi.
I modi possono essere diversi, ma hanno tutti uno stesso risultato: quello di imporre tasse esorbitanti sul caro export che dovrebbe salvarci.
I paesi in questione adottano infatti un atteggiamento protezionistico, a favore della loro economia.

In Brasile (dove il dazio può arrivare fino al 100% del valore del bene) e in India, questo succede in modo non del tutto diretto, per via di una sommatoria di tasse e balzelli: tasse doganali, federali, statali e comunali si sommano all'Iva e ad altre imposte obbligatorie.
In Argentina il problema riguarda sia la quantità di import per il paese (che deve essere pari a quella dell'export) sia le certificazioni, una barriera importante anche per l'agognata Cina. In entrambi i paesi infatti, si devono disporre di appositi certificati di sicurezza, che possono essere ottenuti solo da laboratori certificati.

Come fare per ovviare il problema? Le soluzioni più gettonate sono:
- Delocalizzare parte della produzione: l'export di semilavorati, componenti e puro know how ha notevoli agevolazioni (i Paesi emergenti infatti traggono un vantaggio produttivo dall'acquisizione di un know how già solido);
- Passare per altri paesi: ovvero transitare la merce per altri Stati, con politiche meno rigide e facilitare così l'ingresso nel Paesi-obiettivo.
Altre idee?


venerdì 22 marzo 2013

La STORIA DEL DESIGN

Ancora una novità importante per il nostro blog... inizia la rubrica dedicata alla storia del DESIGN!

Oramai gli oggetti dei design fanno parte della nostra vita quotidiana, li vediamo e li usiamo tutti i giorni, ci viviamo letteralmente in mezzo. 

Ma chi li ha inventati? Da dove arrivano? Perché sono fatti così?

Beh, se non si è degli addetti ai lavori o studiosi dell'argomento, è difficile andare oltre al semplice apprezzamento estetico dell'oggetto e al nome che è di moda. 
In quanto produttore di alcni di questi oggetti, CN si propone quindi di provare a fare una panoramica sulla storia del design MADE IN ITALY.


Sessantuna di Cassina



Perché questa scelta?
Semplice: il valore del MADE IN ITALY nel campo dell'arte (e dell'artigianato) è innegabile, e ha una storia lunga secoli. La creatività e la continua ricerca di valore sono asset portanti per la nostra economia, sono vie che non bisogna mai smettere di percorrere per ottimizzare il proprio lavoro. 
Quindi, perché non iniziare a guardare il patrimonio che ci troviamo in casa e valorizzarlo giustamente?



Tutto questo va fatto però senza dimenticare che il mondo si sta facendo sempre più internazionale e le contaminazioni si fanno via via più forti!

Quindi.. a Lunedì, con il primo articolo sullo stile LIBERTY!