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martedì 15 ottobre 2013

Lo stile degli ANNI 50

F. Albini - Luisa
Nel 1952, il "Manifesto per il disegno industriale", pubblicato sulla rivista Domus, recita:
«per il gusto, per l’estetica della produzione (…) soprattutto per la nostra Italia (…) la cui vocazione è sempre stata (e meravigliosamente sempre sarà, per grazie divina) quella di «creare il bello».
Nasce così l'ITALIAN STYLE nel campo del design.

Dopo la seconda guerra mondiale, la ricostruzione opera principlamente su due fronti: quello edile e quello dell'arredamento.
C'è quindi un'atmosfera di frenetica attività, con molti prototipi e tanti prodotti, che, sviluppandosi in questi anni, rimarranno però sul mercato molto più a lungo.

M. Zanuso - Lady
Gli anni '50, per la storia del design italiano, non si caratterizzano per una tendenza dominante, bensì possiamo ritrovarci l'azione di numerose altre tendenze precedenti e un sommario di quelle successive. Neostorico, neoliberty, hightech, razionalismo, arte povera, minimalismo e pop design trovano qui le loro radici più profonde.

Rimane la dicotomia del design italiano che ha caratterizzato il periodo precedente, anteponendo l'"orgoglio della modestia" al "lusso necessario". Se quelli che possono essere chiamati "mobili ricchi", riconducibili alla seconda categoria, vedono più il loro sviluppo dagli anni '60, l'arredamento più "povero" vede in questo decennio la realizzazione di importanti esempi. Uno per tutti: la Superleggera di Giò Ponti, disegnata nel 1955. In questo periodo sono attivi designer i cui prodotti sono presenti ancora oggi sul mercato, come Dominioni, Albini, Zanuso, Borsani, Gardella...
G. Ponti - Superleggera
Gli anni di frenetica attività creativa sono affiancati dalla creazione di istituzioni di grande importanza co l'ADI (Associazione per il Disegno Industriale) e il premio Compasso d'Oro.

Cosa ci lasciano gli anni '50?
Un'eredità infinita di modelli e di idee che, come già scritto sopra, daranno vita a molte delle tendenze degli anni successivi. Ci lasciano il gusto industriale della realizzazione di qualità, che potete sempre trovare qui da noi, in CN Arredamento Design!

mercoledì 2 ottobre 2013

MADE 2013: ripartire dal costruire


Apre oggi le sue porte la sesta edizione del Salone che ogni anno porta a Milano le più recenti innovazioni in fatto si architettura, design ed edilizia. Si presenta in una veste rinnovata, con sei saloni verticali, specializzato ognuno in un tema particolare. Non solo specializzazione, ma anche internazionalizzazione e biennalità, sono le grandi novità portate con l'edizione 2013.

I temi cardini di questa edizione saranno la riqualificazione urbana, il risparmio energetico, la prevenzione antisismica, il rilancio del mondo della progettazione, la tutela e la manutenzione del territorio, che si svilupperanno non solo in aree espositive, ma anche in incontri, possibilità di confronto e iniziative collaterali.

Uno dei punti di riferimento sarà lo Smart Village 2013, costruito in collaborazione con Edilportale, che presenterà ai visitatori lo stato dell'arte in materia di architettura sostenibile ed efficienza energetica.




Qui in CN siamo sempre stati convinti che l'innovazione e il rinnovo dei sistemi nel costante rispetto dell'ambiente e dell'uomo siano le chiavi per uscire dalla crisi; questo evento lo conferma, presentando una grande varietà di innovazioni utili e di basso impatto.
Costruire, imparare a costruire in un modo rispettoso e intelligente, per noi stessi e per gli altri, è qualcosa che non crea solo qualcosa di nuovo fuori da noi stessi, ma, come diceva J. Rohn: "Qualunque buona cosa che noi costruiamo, alla fine è lei che costruisce noi.".

 "Whatever good things we build, it ends up building us."






martedì 30 luglio 2013

The future is here

Estate, tempo di viaggi e di nuove scoperte!
Ma prima di andare lontano, sappiamo già tutto di quello che ci sta vicino? Com'è fatta la sedia sulla quale siete seduti, chi si è inventato il mouse che tenete in mano, come è stata realizzata la biro che avete sulla scrivania? Insomma, da dove arrivano i prodotti che usiamo tutti i giorni?

Una bella opportunità per saperne di più (e magarai farsi un viaggetto) è la nuova mostra, allestita dal 24 di questo mese (è fresca fresca quindi!), al Design Museum di Londra: "The future is here".
"The future is here" si propone di spiegare come la "nuova rivoluzione tecnologica" del DIGITALE ha cambiato il modo di creare dei prodotti. Stiamo assistendo infatti, già da qualche anno, ad un cambiamento radicale del modo in cui si disegnano e si producono gli oggetti di ogni giorno. Questo cambiamento all'origine delle cose, ovviamente, sta avendo importante effetti anche sul rapporto tra i soggetti coinvolti (designer, produttori e consumatori) e sul mercato dei questi oggetti.

Cosa sta succedendo? La rivoluzione sta avvenendo su diversi piani.


Prima di tutto nella fase di IDEAZIONE: le nuove tecnologie 3D permettono di vedere delle cose che mai prima erano state possibili: basti pensare al rendering, ossia alla resa grafica di un ambiente piuttosto che di un prodotto. Questa capacità di "prevedere il futuro" permette al consumatore stesso di interagire nel processo di produzione e di dire la sua sul prodotto che poi è indirizzato proprio a lui. Spesso le nuove tecnologie sono associate ad un concetto di "democratizzazione" dell'informazione e di primo impatto sembrerebbe prorio così, se non che questa estrema liberalizzazione dei contenuti produce anche nuove forme di controllo e di "protezionismo" delle idee, software di proprietà e nuovi metodo di copyright che, al contrario di quello detto prima, rinforzano una relazione di vecchio tipo tra designer e consumatori. Ma non è sempre un ritorno al passato: anche in questo campo le tecnologie permettono la creazione di strumeni come le licenzeCreative Common, un ottimo esempio di come i nuovi strumenti creati per proteggere (giustamente!) le idee, possano essere flessibili e adatti al nuovo ambiente che si sta creando.

Si passa infatti da "All righ reserved" a "Some right reserved", in modo che le idee di tutti possano essere fonte di innovazione, anche attraverso piattaforme condivise di croudsourcing, dove l'apporto della comunità permette di ricavare soluzioni innovative. WikiHouse è un'altro esempio.


La seconda rivoluzione sta avvenendo a livello di PRODUZIONE: le nuove tecnologie sono la chiave per la semplificazione e il miglioramento del processo di produzione: in questo caso, la rivoluzione più grossa nel nostro settore, è stato l'avvento dei macchinari CNC (Computer Numerical Control - Controllo Numerico Continuo) che hanno facilitato e velocizzato la realizzazione di prodotti complessi e hanno permesso di raggiungere gradi di precisione sempre maggiori . Analizzeremo nel prossimo articolo il loro funzionamento, stay tuned!
In un'epoca dove la globalizzazione spinge la produzione in paesi dove il costo del lavoro è più basso, la ricerca tecnologica è alla base di una produzione di alta qualità e valore.
Oltre alle tecnologie CNC, una pratica sempre più diffusa è quella della stampa 3D, un sistema di produzione additivo che permette la realizzazione tridimensionale di un oggetto realizzato da un apposito software di modellazione.
Il digitale non solo permette di realizzare nuove forme, più ardite e più vicine ai nostri desideri, ma permette di modificare anche i materiali, creandone di nuovi, sempre più adatti alle esigenze del consumatore. Non si dovrà più adattare il progetto al materiale, ma ben presto si creeranno materiali adattati alle forme e alle funzioni che si vogliono ottenere.


"La disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta. " diceva Isaac Asimov. Ora tocca a noi essere onesti e dare al computer gli input giusti perché possa rispondere alle nostre aspettative. 

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Summer time, it's time for travelling and discovering something new!
Before going far far away... have you ever wonder if you know all about the objects that are near to you? How is made the chair you are sitting on, who invented the mouse you are holding, how is constructed the pencil that lies on your table?

A good opportunity to discover something more (and also make a little trip) is this new exhibition, at the Design Museum in London"The future is here".
"The future is here" wants to explain what there "new DIGITAL revolution" has changed the way we are creating products. We are attending, for some years, a radical change in the way things are designed and produced. This change at the origin of the products, obviously provides a shift in the way products are sold and consumed and in the way people involved (designers, producers and consumers) interact.

What's happening? This revolution is occurring on different levels.


First, in the IDEATION level: new 3D technologies  allows people to see things as never before. Just think to the rendering, the process of generating an image from a model: you can create 3D objects and spaces, rotate them and see any particular from any angle. This ability to "predict the future" is useful to the customer him/herself, because in this way he/her can interact directly in the production process.
Often the new technologies are associated to a "democratization" of information and, at the first sight, it seems like that. But these extreme liberalization on contents leads also to new types of control and "protectionism" of ideas, proprietorial software and new copyright models that, contrary of what said before, reinforce a "old type" relationship designer-customer. However there is not always a "back-to-the-past" solution. Technologies, indeed, help us to create new instruments, like Creative Common licenses, that protect ideas but are enough flexible to adapt to the new market. In fact, they go from "All right reserved" to "Some right reserved": in this way everybody can have access an be source of innovation, also on croudsourcing platforms, that is the way ideas, products and contents are creating soliciting contributions from a large public. WikiHouse is another example.




Secondly, the revolution in happening at a PRODUCTION level: new technologies are the key to simplify and improve the productive path. The biggest innovation in our sector is introduction and the improvement of CNC machines (Computer Numerical Control) that make the process of realizing a product much more simple and fast,  besides reaching highest grade of precision. We are going to talk about CNC machines next time, stay tuned!
Although globalisation has been responsible for driving some production towards countries with the lowest labour costs, investing in research and development is making sure that new technologies and innovations are applied to high value manufacturing industries.
Over and above CNC technologies, a practice that is more and more spread, is that of 3D printing, a production system that can realize three-dimensional objects from a modeling software.
Digital technologies not only provides the ways to realize new forms, but they also create new materials, that adapt to the purpose o the object and the environment.

"Part of the inhumanity of the computer is that, once it is competently programmed and working smoothly, it is completely honest."  said Isaac Asimov. Now it's our turn to be honest and give the computer the right input to create something that fits to our desires. 

martedì 2 luglio 2013

Il design RAZIONALISTA

Quarta puntata della rubrica storia del design italiano!
Luminator - L. Baldessari

Oggi parliamo del design razionalista italiano, di cui troviamo in magnifico esempio nel Luminator di Baldessari, che propone una sintesi delle arti, in bilico tra una sensibilità scultorea e una pittorica.
Il razionalismo laga in modo stretto la forma con la funzione, richiamando semplicissime forme antropomorfe e usando nuovi materiali, per creare oggetti discreti e continui nello spazio.
I due elementi chiave per comprendere le forme razionalistiche sono il momento continuo e quello discreto, ossia la continuità e la discontinuità delle forme (geometriche).

Il razionalismo si sviluppa negli anni 30 del ventesimo secolo e il suo stile si applica a (e applica) tutte le novità, anche tecnologiche, del periodo: automobili, radio, televisori e telefoni. Ebbene sì, anche il moderno telefonino, ai suoi inizia ha avuto linee razionaliste!

Ritornando al design, possiamo dire che il punto di svolta sia con la IV Esposizione di Monza del 1930, dopo la quale la stessa parola DESIGN acquista il significato che ancora oggi le diamo. In questa occasione, poi, vengono presentate installazioni innovative come la "Casa Elettrica" di Bottoni, Figini, Frette, Libera e Pollini, la "Sala 130" di Chessa, Cuzzi e Turina. Dominano i nuovi materiali: alluminio, energia elettrica, linoleum; i mobili per gli uffici e le cucine risentono del modello americano.
Ponti e Terragni con le loro creazioni, trascinano un nuovo gusto che, staccandosi dall'art Decò, dà vita ad una tendenza non decorativa e quindi razionalista.
Gli arredi tendono sempre di più alla serialità, favoriti dalla diffusione del disegno industriale.
Insomma, arte e industria si avvicinano ancora di più... Cosa succederà nella prossima puntata?

Seguite il nostro blog e lo scoprirete!

martedì 28 maggio 2013

l'ART DECO e il NOVECENTO

Continua la storia del Design italiano sul nostro blog!
Oramai ci siamo addentrati a pieno nel XX secolo, in Europa il grande movimento dell'Art Nouveau si scontra con varie tendenze, tra le quali la più forte è quella del Deutscher Werkbund, il movimento tedesco legato all'arte applicata.
Mobile bar, Art Déco
Letto di J-E. Ruhlmann

Da questo contesto di cambiamenti, nasce l'Art Déco, che per la prima
volta accomuna lo stile del nuovo e del vecchio continente, creando una
forma di INTERNAZIONALISMO anche nel gusto.
I maggiori contributi vengono dall'opera di Le Corbusier, in Francia e da un gruppo nutrito di artisti, tra i quali Ruhlmann, Hoffmann, che colaboravano con aziende come quella di Sue e Mare.

I mobili prodotti sono ancora influenzati dalla poetica liberty, ma le linee curve vengono intervallate da quelle spezzate e gli elementi geometrici si fanno via via più presenti e prendono il loro spazio. I mobili si integrano: tavoli con credenze, divani con armani, armadi con pareti. I mobili piccoli diventano sempre più funzionali ed in questo periodo viene inventato il mobile bar. I materiali sono sfarzosi, ricercati e spesso combinati.

In Italia tutti questi motivi e stilemi sono attentuati da quella tendenza chiamata "Novecento", ossia un ritorno all'ordine, un'avanguardia moderata dove i valori classicistici vengono declinati secondo un aspetto provinciale e casereccio.
Centro indiscusso dello sviluppo di questa tendenza è Milano, per quanto riguarda le arti decorative invece è bene ricordare le biennali del 1923, '25 e sotrattutto '27 a Monza, dove esordisce Giò Ponti e vengono sviluppati nuovi concetti anche nel modo di lavorare: si fa sempre più importante il ruolo di progettista all'interno delle fabbriche e l'arredamento "contract" dei negozi sviluppa sempre di più il suo senso estetico.


Palazzo dell'Arte - G. Muzio
In Italia operano Grandi come Giovanni Muzio, Tomaso Buzzi, Emilio Lancia e Giò Ponti; questi ultimi due nel 1927 lanciano per la Rinascente una serie di mobili economici, semplici e funzionali, costruiti da Domus Nova (insieme a Il Labirinto, una delle imprese più importanti del periodo). Questa collaborazione è però una rarità nel panorama; sebbene con Ponti la collaborazione tra arte ed industria si sia ormai consolidata, il risultato è ancora una produzione più artigianale e di lusso.



giovedì 16 maggio 2013

Al SALOON con DAVIDE!

Lo riconoscete? Se siete mai passati in CN, l'avrete sicuramente incontrato!
Oggi Davide Cappi è con noi ai Saloon di CN, nella prima intervista della sua vita!

Ciao Davide, presentati al nostro pubblico!
Sono Davide Cappi, sono socio della ditta CN Arredamento. Ho iniziato a lavorare nella ditta di famiglia nel 1986, poi nel 1991 io e mio fratello Silvio, abbiamo ritirato CN . Partendo da una piccola bottega in affitto a Giussano, siamo passsati in un capannone più grande ed ora abbiamo spostato la produzione qui a Carugo, nel nuovo capannone.



Qual'è il tuo ruolo in azienda?
In realtà copro più ruoli! Faccio un po' di tutto, dò una mano in tutti gli uffici e in produzione. Lavoro da una posizione di comando, i miei colleghi mi chiedono tante cose, anche perché ho un po' di esperienza. Anche dall'esterno mi tengono come punto di riferimento.

Hai sempre fatto questo lavoro?
Sì, sono partito come falegname e poi ho svolto varie mansioni. Un po' mi manca lavorare in falegnameria. Però ultimamente mi trovo bene anche in ufficio, perchè svolgo tanti lavori da solo e non devo dipendera da nessuno, quindi posso dire di essere contento di tutto il cammino che ho fatto.


Come sono i rapporti con i fornitori e i clienti?
Sono buoni., non tutti mantengono le promesse che fanno, ci sono tanti ritardi... Ma è sempre stato così, non è questione di crisi, qualcuno è molto bravo, ma alcuni (sempre gli stessi) sono sempre in ritardo!


Cosa ti piace del tuo lavoro?
C'è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Mi è sempre piaciuto lavorare nel mondo del legno, in falegnameria c'è sempre qualcosa da imparare.

Cos'ha di speciale CN Arredamento?
Che riesce a fare un po' di tutto. Lavoriamo diversi materiali legnosi e poi siamo molto flessibili, dalla serie al personalizzato. Per questo abbiamo sempre avuto lavoro, anche in questo periodo di crisi.
Bisognerà sempre fare un po' di  tutto, soprattutto col mercato che c'è ora... magari specializzarsi più sull'arredamento speciale. Le commesse non mancano, mancano gli uomini con le capacità tecniche. Non ci sono scuole fuori che formano, bisogna fare tanta esperienza. Non credo che le macchine possano essere un'alternativa, però penco che il lavoro dell'ufficio tecnico, come fare bene i disegni e programmare la produzione, potrà semplificare le cose, ma la manodopera specializzata è imprescindibile.
Qui in CN abbiamo alcune persone molto brave e altre sono arrivate qui per crescere e vedo che lo stanno facendo.

Cosa fai nel tuo tempo libero?
Tempo libero? E' pochissimo! Mi piace stare con i bambini e farli giocare, portarli a calcio. Faccio una vita normalissima. Aiuto in oratorio, mi piace fare volontariato per gli altri.

Un grazie a Davide e apresto!



lunedì 15 aprile 2013

Salone del mobile 2013

Si è conclusa ieri a Milano la 52^ edizione del Salone del Mobile, con numero da record, tante belle proposte e propositi e un umore un poco altalenante.
Ecco i numeri: 
- 324.093 visitatori, di cui 285.698 operatori del settore.
- 160 paesi presenti, gli stranieri hanno rappresentato il 68% delle presenze.
- 2500 espositori.
- 200mila mq di stand, divisi in 22 padiglioni e 4 settori.
A voi le considerazioni del caso... Cosa ne pensate?

Senza dubbio la presenza di così tanti stranieri sottolinea il carattere internazionale della manifestazione, ma manifesta anche un certo cambiamento nell'industria: il Made in Italy ha bisogno più che mai di internazionalizzarsi, di saper coinvolgere a livello globale i consumatori. Le aziende italiane devono imparare a parlare diverse lingue, a sapersi confrontare con realtà molto diverse ma anche stimolanti... e il cambiamento sta avvenendo più per necessità che non per volontà.
Ma attenzione all'export: come già detto negli articoli precedenti, va prestata una particolare attenzione a come muoversi! Un interessante articolo di pochi giorni fa sul Sole24Ore analizza la problematica dei dazi; il problema fiscale è stato anche l'argomento dell'intervento del neoeletto governatore della Lombardia.

La presenza degli stranieri fa infatti riflettere anche, al contrario, sulla non-presenza degli italiani: il Salone è stato il palcoscenico del malessere del settore arredo in Italia, che attraverso la voce del presidente di Federlegno R. Snaidero, chiede una mano alla politica italiana.


Ma guardiamo anche in altre direzioni.
Se la crisi in campo economico-finanziario è fortemente avvertita, in campo artistico e creativo l'Italia mantiene ancora il suo primato e Milano si dimostra la piazza migliore per le nuove idee di design. Parole
d'ordine di questa edizione dei saloni sono state sostenibilità, artigianalità e funzionalità.
Nuovi designer e già acclamati artisti hanno avuto l'occasione di presentare i loro progetti dentro e fuori il salone e il numero impressionante di eventi è la testimonianza che la vena creativa è lontana dall'essere estinta dal malessere economico. Certo, si sta orientando su prodotti magari più facilmente "vivibili", ma con un valore artistico preponderante.

Gli artigiani, come CN, sono stati fortemente rivalutati dal bisogno di personalizzazione e di attenzione che i designer chiedono, ma faticano ancora a porsi nell'ottica internazionale a cui abbiamo accennato prima.

Insomma, un salone che rispecchia pienamente i nostri tempi... o no?


venerdì 5 aprile 2013

TDM6 - La sindrome dell'influenza


Si apre oggi la VI edizione della TDM, Triennale Design Museum, col titolo "La sindrome dell'influenza".
Il periodo non può che essere più favorevoli; con questi cambi di meteo, un raffreddore ce lo siamo presi tutti!
Ma non è esattamente questa l'INFLUENZA di cui si parla in Triennale, bensì un'attitudine tipica del DESIGN ITALIANO: quella di lasciarci influenzare, da virus intellettuali provenienti da tutto il mondo.
Assimilare, confrontarsi, dialogare con altre culture; creare nuovi progetti ed innovare.

Questi sono i temi del nuovo allestimento del museo del design milanese, curato da Silvana Annicchiarico e Pierluigi Nicolin, visitabile da domani, fino a febbraio 2014.

Forchette parlanti - B. Munari


Si narra un percorso nella storia del design italiano, di cui si parla anche nel nostro blog (qui e qui, per ora), che viene articolata in 3 fasi:
1) L'invenzione del design italiano, ovvero i grandi maestri che hanno costruito le basi grazie alle quali il Made in Italy è diventato, nello step successivo, un vero e proprio marchio di pregio nel panorama del design;



A. Mendini


2) La distruzione creatrice: nel dopoguerra i cambiamenti politici e sociali rivoltano anche il mondo del design, creando nuovi concetti e e nuovi contenuti;



Woodpiercing - R. Gilad by Flos


3) I marchi ora sono diventati protagonisti: i brand, con il loro alto contenuto di immagine e valore dominano il mercato e fungono da punti di convergenza per tutte quelle "influenze" che li hanno costruiti e determinati.

Buona visita a tutti!

domenica 31 marzo 2013

martedì 26 marzo 2013

Il LIBERTY

1902, Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa, Torino.
" Vorremmo che questa mostra organica di arredi non avesse soltanto di mira un aristocratico carattere di eleganza e di bellezza d'arte, ma anche e soprattutto un carattere pratico ed industriale. Vorremmo, in una parola, che artisti e fabbricanti non tendessero tanto alla creazione di pregevoli oggetti di lusso, quanto allo studio di tipi di decorazione completa, adatti a tutte le case e a tutte le borse e massime alle più umili, in modo da promuovere un reale, efficace e completo rinnovamento dell'ambiente".

Tavolino da tè in mogano e cristallo - E. Basile

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, il legame tra Arte ed Industria va via via affermandosi, trovando primo effettivo riconoscimento nell'Art Nouveau, nella Secessione, nello Jugendstil e nel Floreale. Tutti nomi della stessa tendenza che, pur affermandosi alla fine del XIX secolo, può essere considerata, sia per lo stile, che per il carattere industriale, la prima tendenza del XX secolo.

Il manifesto artistico è, per la prima volta, sostenuto da un nutrito gruppo di imprenditori ed artigiani, industriali, architetti ed abanisti che si impegnavano attivamente nella produzione, già in crescita da metà dell'Ottocento.
Se Ernesto Basile è forse il maggior esponende del Liberty, Vittorio Ducrot è il nome più rappresentativo nel settore arredo. Il loro binomio, sfociato nella collaborazione per la ditta Golia, rappresenta un modello modernissimo di organizzazione: non solo produzione di mobili, ma anche arredamento "contract", per alberghi e navi, il tutto sostenuto da una nutrita rete di distribuzione nei negozi.
Insieme a loro, un grande riconoscimento è stato ottenuto anche da Antonio Ugo.

Sedia - Bugatti

Le arti applicate del primo '900 sono dominate dalla categoria dei mobilieri; otre al binomio Basile-Ducrot ricordiamo l'architetto Moretti e il mobiliere Ceruti, attivo a Milano, dove nel 1906 si svolse un'altra internazionale.
La produzione non era riservata ad un élite, ma questo è un discorso che vale più per i complementi di arredo. I mobili erano infatti soggetti ad una lavorazione artigiana molto particolare, che richiedeva modelli e disegni in scala grande al vero e che si "inventava" ogni volta per rispondere alle nuove esigenze di materiali e di forme. Se la sedia Thonet nasceva da sagome meccanicamente incollate, i mobili di Art Nouveau venivano costruiti di volta in volta, allo scopo di vitalizzare "ad arte" ogni oggetto di vita quotidiana.

Etagère - Ducrot
Quali sono le caratteristiche dello stile? Beh, è uno dei più conosciuti ed imitati e il suo nome "Floreale" esprime chiaramente il riferimento ad elementi naturali. Bisogna però sottolineare che lo stile liberty non "imita" la natura, ma "gli organici processi che ne determinano le forme", come dice De Fusco. La LINEA è il carattere fondamentale, la linea sinuosa che si moltiplica e si avvolge su se stessa, si contrasta e viene traslata. L'elemento floreale viene poi declinato di regione in regione, e per motivi di produzione seriale, si regolarizza in modo geometrico.

L'influenza del liberty è ancora oggi, in Italia, forte: l'eredità è una visione di artidesign, ossia quella disciplina che mescola artigianato e design. Succede così anche qui in CN, dove si mescola la presenza di importanti architetti e designer con quella di artigiani con un'esperienza grandissima nel campo delle lavorazioni del legno.

venerdì 22 marzo 2013

La STORIA DEL DESIGN

Ancora una novità importante per il nostro blog... inizia la rubrica dedicata alla storia del DESIGN!

Oramai gli oggetti dei design fanno parte della nostra vita quotidiana, li vediamo e li usiamo tutti i giorni, ci viviamo letteralmente in mezzo. 

Ma chi li ha inventati? Da dove arrivano? Perché sono fatti così?

Beh, se non si è degli addetti ai lavori o studiosi dell'argomento, è difficile andare oltre al semplice apprezzamento estetico dell'oggetto e al nome che è di moda. 
In quanto produttore di alcni di questi oggetti, CN si propone quindi di provare a fare una panoramica sulla storia del design MADE IN ITALY.


Sessantuna di Cassina



Perché questa scelta?
Semplice: il valore del MADE IN ITALY nel campo dell'arte (e dell'artigianato) è innegabile, e ha una storia lunga secoli. La creatività e la continua ricerca di valore sono asset portanti per la nostra economia, sono vie che non bisogna mai smettere di percorrere per ottimizzare il proprio lavoro. 
Quindi, perché non iniziare a guardare il patrimonio che ci troviamo in casa e valorizzarlo giustamente?



Tutto questo va fatto però senza dimenticare che il mondo si sta facendo sempre più internazionale e le contaminazioni si fanno via via più forti!

Quindi.. a Lunedì, con il primo articolo sullo stile LIBERTY!

venerdì 8 marzo 2013

#IWD: l'arredamento alle donne!

Dedichiamo il nostro post di oggi alle donne: in questa giornata, International Women Day (Giorno internazionale delle donne) si è sommersi gli auguri e gli elogi al sesso debole (o forte?!) e ci si esorta ad una più attenta considerazione di quella che è, da sempre, la forza motrice della comunità.

In questi ultimi anni, l'argomento "quote rosa" è stato trattato in lungo e in largo, teorizzato e qualche volta applicato, ma, se da una parte i miglioramenti non si possono negare, restano comunque ancora numerose questioni da risolvere e dibattiti da concludere.

Anche nel mondo dell'arredamento, la componente femminile sta facendo sentire sempre di più la sua voce: dall'ideazione alla realizzazione vera e propria. Eggià, le quote rosa non si limitano a tenere in mano la matita, ma anche chiodi e martello.

Sebbene nel 2009, una mostra al Centre Pompidou di Parigi metteva in evidenza il fatto che le elles-designer nella collezione del museo erano solo 4 (articolo di Artribune), non possiamo dire che il mondo dell'inventiva in rosa sia così limitato. I nomi delle donne nel design si stanno facendo via via più forti ed è innegabile il loro contributo in innovazione. Charlotte Perriand, Cini Boeri, Gae Aulenti, Patricia Urquida, Matali Crasset, Inga Sempé, il collettivo Front, Paola Navone, Miriam Mirri, Laura Fiaschi, Donata Paruccini e Ilaria Morelli sono solo alcuni nomi. Potrete conoscerne alcune meglio qui, dove trovare delle bellissime interviste.
Dimostrano un senso della novità e dell'inventiva che non ha nulla da invidiare a quello dei loro colleghi maschi e sono altrettanto attente alla funzionalità e all'estetica; alcune di loro, dopo lunghe carriere costellati di successo non si arrendono e continuano a progettare.

E per la realizzazione?
Nonostante il falegname sia tradizionalmente un mestiere maschile, non sono poche le esordienti in questo mondo che, fregandosene delle convenzioni, prendono taglierino, chiodi e martello ed iniziano a costruirsi i propri prototipi.

Progettazione ed ideazione, ma anche cura dell'esposizione: le italianissime Paola Antonelli e Silvana Annichiarico dirigono i dipartimenti di Design rispettivamente del MoMA e della Triennale.

Ma cosa succede nelle nostre case?
Come sanno benissimo tutte le coppie (se volete rivedere questo divertente articolo, vene renderete conto), la donna è il guru in famiglia dell'arredamento. Un'indagine del forum alfemminile.com, mostra quanto e come le donne europee si sappiano muovere nel campo dell'arredo di interni: esse scelgono secondo il loro sentimento, perché "l'arredamento deve somigliarmi". Il mondo del mobile diventa un modo per esprimere i propri gusti, sempre con un occhio attento alle novità... e al prezzo ovviamente! Le donne si informano, guardano internet, programmi televisivi e riviste specializzate; comprano in negozi di fiducia, e si danno da fare perché gli ambienti siano organizzati, pratici e sempre nella forma migliore!

Per concludere: se qualcuno di voi avesse voglia di vedere una bella mostra, a Milano, a Palazzo Morando, una mostra ad ingresso libero racconta le "Donne in bottega". Designer, imprenditrici e artigiane, produttrici di innovazione dal 1906. E da molto prima.

domenica 3 marzo 2013

Pin It!



Re-pin sul nostro blog...

Su Casamica di questo sabato,10 pagine dedicate a Ron Gilad! Lo trovate anche sul nostro blog, qui!

On Casamica, on Saturday 2nd March, you can find a 10 pages article about Ron Gilad! You can find an exclusive interview on our blog, here!

martedì 19 febbraio 2013

VENEER MATCHING TECHNIQUES


Be glad, carpenters! Our rubric is back "on the blog"!

We must first resume what we have said on the previous episodes: we have written about how veneer can be cut and what is the process of veneering. But these sheets made out of wood can be smaller than your cupboard or table... So, they have to been matched. This matching process can be done with different methods, that can have different results.
Usually, sheets are sold in packs of 24/32 (it depends on the thickness and the type of wood). These packs are composed by veneer made out of the same part of the log, so they tend to have an homogeneous color.

One of the most common approach is called book matching: alternative pieces of veneer are flipped over, so they match as pages of a book. This kind of matching technique is used on flamed wood (obtained by lengthwise cut). 



This is one of the most precious finishing, due to its perfectly symmetric  pattern and its homogeneous color.

Another approach is the slip matching

sheets are simply joined in sequence, without flipping them. Wood with straight grain are often put together like this, so the joins will not be obvious.
Another reason for using a slip matching concerns the color: if sheets are flipped, the painting can have a different results on the different sides.
Transparent and natural finishing are usually used.


Then, we can write something about the random matching:

this technique is just what it sounds like; sheets are chopped and then matched, without respecting any kind of grain or color. The results is a bigger sheet that has a pattern composed by different colors and grain.




There are some other approaches, that creates particular patterns and figures: diamond, reversed diamond, sun, box... Each of these can give to your furniture a refined look and a different meaning!