venerdì 17 luglio 2015

Vacanze da brivido: gli ICE HOTEL

Eccoci, ci siamo: il caldo è arrivato e inizia a sentirsi già profumo di vacanze. C’è chi sceglie di godersi la nostra bella Italia, chi invece preferisce volare verso Spagna, Grecia e perché no? America, Australia e così via. Ma, dite la verità... Vorreste andare controcorrente? Non avreste voglia di qualche idea alternativa? Ecco, noi siamo pronti a proporvela.

Avete mai sentito parlare degli ice hotel? Come si può facilmente capire dal loro nome, sono alberghi realizzati interamente sul ghiaccio (e di ghiaccio) che vengono ricostruiti di anno in anno in quanto la loro struttura è strettamente connessa alla temperatura circostante che, per mantenerli, dovrebbe essere sempre molto rigida. Prima di parlarvi di come sono fatti, però, vogliamo raccontarvi qualcosa di più sulla loro storia.

Nel 1989 lo svedese Yngve Bergqvist decise di creare un igloo in una banchina ghiacciata sul fiume Torne (Svezia) per allestirne poi all’interno una mostra che avrebbe esposto opere d’arte del suo paese. Una sera dei turisti gli chiesero la possibilità di dormire all’interno dell’igloo per poter sperimentare qualcosa di diverso (e, probabilmente, perché tutti gli altri alberghi nelle vicinanze erano pieni!). Da quel momento in poi Yngve Bergqvist iniziò a sviluppare quest’idea, concretizzandola in una delle attrazioni più particolari mai esistite. Nonostante, infatti, le diverse critiche ricevute specialmente dagli abitanti del paese, i quali ritenevano che fosse un affronto all’anima della loro terra, i numeri parlano chiaro: sono infatti milioni i turisti che di anno in anno decidono di soggiornare in queste strutture.

Leggenda o meno, al giorno d’oggi sono davvero numerosi gli ice hotel in tutto il mondo. E non parliamo solamente di località come quelle del nord Europa, ma facciamo riferimento anche a paesi più disparati.
Gli ice hotel sono, infatti, diffusi in moltissimi paesi. Uno dei primi ad essere stato costruito è l’ice hotel di Jukkasjarvi,in Lapponia, oltre il circolo polare artico. Solo questa struttura porta a sé 50000 visitatori ogni anno. Il Kirkenes Snow hotel, invece, si trova a Bjørnevatn, vicino alla Russia. Nella Lapponia finlandese invece ricordiamo l’Arctic snow hotel. C’è da dire che pur avendo simili caratteristiche architettoniche, questi hotel possono essere distinti a seconda dell’offerta che propongono.

Ad esempio, se si sceglie di soggiornare in un ice hotel per poi svolgere contemporaneamente altre attività, l’ice hotel in Jukka è la scelta migliore: il costo non è probabilmente dei più convenienti (per una camera doppia regolare vengono richiesti dalle £224 alle £271!!). Certo è, però, che nel momento in cui ci si trova lì, si possono intraprendere diverse escursioni, come le gite nella foresta con le motoslitte o coi cani da slitta. Se, invece, preferite stare più attenti al vostro budget, la scelta migliore è il Kakslauttanen Hotel in Finlandia. Chi vuole godere di uno splendido panorama, invece, può recarsi in Norvegia, precisamente all’Alta igloo hotel. Questo albergo può infatti vantarsi della stretta vicinanza con North Cape, il punto più alto d’ Europa.

Nonostante queste diversità, tutte le strutture hanno un tratto comune: l’arredamento che le caratterizza. Tutte, infatti, hanno elementi architettonici realizzati completamente in ghiaccio. Per riuscire a tenere legati pareti, pilastri o strutture complesse si ricorre ad un particolare materiale, il snice, ovvero una sorta di amalgama di neve e ghiaccio che sostituisce la funzione della malta. La tipologia di arredamento utilizzato in questi alberghi è un arredamento comune, sembrerà infatti di trovarsi in un albergo normalissimo, se tralasciamo i -20° di temperatura e i pinguini che vi circonderebbero. Il servizio, comunque, è davvero completo: l’albergo fornisce tutto ciò di cui si ha bisogno, dalla camera al bagno, dal camino a-se proprio ci si vuole trattare bene-una bella sauna.


Voi quindi cosa ne pensate? Vi piacerebbe trascorrere una vacanza in uno di questi hotel? Diteci il vostro parere!


PS: per tutti coloro che non amano il freddo, non preoccupatevi! A breve un articolo anche per voi! Intanto godetevi un po’ di immagini di questi bellissimi hotel.










giovedì 2 luglio 2015

TESSUTI: bellezza e non solo.

Arredare è sempre un lavoro difficile, sotto diversi punti di vista. Uno degli ostacoli più grandi è quello di riuscire a far sì che la casa rispecchi la persona che la vive. Questo significa che lo stile scelto per l’abitazione non deve essere soltanto “bello”. Deve essere di più. Deve essere la scintilla di una pura emozione. E questo si traduce nella selezione di determinati complementi d’arredo piuttosto che altri, nella scelta di alcuni colori piuttosto che altri e così via.

C’è un aspetto però che a volte viene preso meno in considerazione: la scelta dei tessuti
Questi infatti vengono posti in secondo piano, quando invece sono molto importanti per l’arredamento della propria casa: dalle tende alla tappezzeria, dai tappeti ai rivestimenti dei divani.
I tessuti hanno il grande pregio di riuscire a trasformare ambienti magari sterili in ambienti invece ricchi di personalità. 
Le proposte del settore in questo ambito sono molteplici: ci troviamo infatti spesso davanti a una scelta molto ampia di tessuti, 
da quelli più sofisticati a quelli più semplici.

Ma come fare per scegliere il tessuto più adatto? Sicuramente bisogna prendere in considerazione due aspetti principali: l’estetica e la praticità. Il tessuto deve essere bello da vedere ma soprattutto pratico da utilizzare (questo per dire, terra a terra, che del bello ma poco funzionale non ce ne facciamo molto). Bisognerebbe cercare sempre, quindi, di unire le due cose, in modo tale da essere soddisfatti sotto ogni punto di vista.
In poche parole: è necessario abbinare in maniera impeccabile decorazioni, colori e trame; serve un' attenta selezione per ciascun elemento d’arredo; c’è bisogno di accostare con gusto i diversi tessuti.

Ora vi starete chiedendo… ma perché stiamo parlando di questo argomento in questo blog?  Per tutto c’è una motivazione, tranquilli! 

La risposta infatti è semplice: perché CN Arredamento Design, oltre che occuparsi della creazione di mobili su misura e di tutti i processi produttivi ad essa legati, si preoccupa di offrire al cliente anche una selezione vasta ma sempre di alta qualità di tessuti per ciascun complemento d’arredo, con lo scopo di soddisfare ogni sua singola esigenza.



Che tipologie di tessuti abbiamo a disposizione? Tutti. Non ci credete? Invece è proprio così! Ci impegniamo molto in questo senso perché il nostro scopo è quello di offrire al cliente un pacchetto completo e su misura, che si adatti perfettamente alle sue richieste e gusti. Le proposte che ideiamo 
sono infatti innumerevoli, come lo sono anche le stesse lavorazioni dei tessuti. Testate letto in capitonnè, imbottiti di ogni genere, cuciture custom e rivestimenti ignifughi... soddisfiamo tutte le esigenze.











Abbiamo deciso di approfondire questa parentesi (speriamo interessante) sui tessuti per ribadire ancora una volta che il nostro primo pensiero va sempre al cliente e ai suoi desideri: solo vedere la sua soddisfazione ci rende orgogliosi del nostro lavoro.


lunedì 15 giugno 2015

Al SALOON con LUCA!


Finalmente torna attiva anche la sezione “saloon di CN” del nostro blog! Con le prossime interviste riuscirete ad avvicinarvi sempre di più alla nostra azienda, quasi come se foste qui con noi! Come vi abbiamo promesso nell' articolo precedente, vogliamo farvi capire meglio come funziona il nostro processo produttivo, quindi come non partire da Luca Colombo? Non sapete ancora chi è? Scopritelo con noi!




Ciao Luca, presentati ai nostri lettori!

Ciao, sono Luca e sono un architetto. Sono in CN da un anno, ma da sempre lavoro nel campo dell’arredamento. Ho sempre avuto questa passione e credo non cambierà mai!

Cosa fai di preciso in CN?

Bella domanda. In CN mi occupo di svariate mansioni… dove c’è bisogno, Luca arriva! Il mio principale impiego rimane comunque l’ufficio acquisti e l’ufficio preventivi. Per quanto riguarda l’ufficio preventivi, mi occupo di preparare le offerte ai clienti, qualsiasi sia il loro bisogno. Per quanto riguarda l’ufficio acquisti, invece, la mia occupazione principale riguarda l’approvvigionamento delle materie prime, dal vetro al legno, dal metallo al tessuto: insomma, cerco di reperire tutto ciò di cui CN ha bisogno.

Ma se volessimo andare un po’ più nel dettaglio… come ci spiegheresti la preventivazione in CN?

L’ obiettivo del nostro ufficio preventivi è quello di preventivare con costi certi in modo tale da offrire al cliente il prezzo più conveniente e adatto alle sue richieste. Per farlo, partiamo con la selezione di materiali in relazione al budget del cliente. Mi spiego: a seconda della loro disponibilità, scegliamo una soluzione piuttosto che un’ altra. Inoltre, lavoriamo con un file excel tarato su costi di produzione e costi aziendali che derivano da analisi e report del controllo di gestione. In parole semplici, cerchiamo di sviluppare il preventivo in maniera più precisa e affidabile possibile.



Cosa ti piace del tuo lavoro?

L’aspetto che più apprezzo del mio lavoro è l’essere a costante contatto  con il mondo dell’arredamento. E non intendo solo a livello astratto, ma, anzi, soprattutto concreto. Il fatto di partire da un’ idea e vederla poi realizzata e finita mi fa capire che il mio lavoro è utile, serve.  E’ questa la più grande soddisfazione!

Cosa risulta difficile invece?

Tanto mi piace stare a contatto con l’arredamento, tanto risulta difficile invece gestire il cliente. Penso sia questo l’aspetto più complesso del mio lavoro: capire i suoi bisogni, capire cosa vuole. Credo comunque che sia normale che si creino certe difficoltà proprio perché stiamo parlando del mondo dell’arredamento, uno dei più vasti e ampi. Abbiamo già difficoltà quando andiamo a fare la spesa e dobbiamo scegliere fra venti tipi di pasta, figuriamoci quando bisogna scegliere come creare, strutturare e rifinire un mobile!

Credo che siamo tutti d’accordo su questo! Hai sempre fatto questo lavoro Luca?

In realtà io sono nato come architetto progettista, poi sono passato a tecnico commerciale ed infine sono arrivato ad occuparmi della parte acquisti e preventivi. Come ho detto prima, però, sempre nel campo dell’arredamento.

E per concludere…. Se dovessi scegliere un punto di forza dell’azienda, quale diresti?

E’ difficile sceglierne solo uno…  Sicuramente però la versatilità è il nostro punto cardine! CN riesce infatti a giostrarsi fra svariati tipi di produzioni e prodotti. L’azienda ha deciso di seguire questa linea di pensiero perché vuole riuscire a soddisfare ogni minima esigenza del cliente, e per farlo è necessario non essere troppo rigidi. Collegato alla versatilità, quindi, un altro punto di forza dell’azienda è la capacità di seguire il cliente dalla A alla Z, dall’inizio alla fine del flusso produttivo. Tutto, ovviamente, tenendo sempre come costante l’alta qualità dei prodotti.


Grazie mille Luca, a presto!

E anche con tutti voi a presto con il prossimo articolo!

martedì 26 maggio 2015

IL NOSTRO MONDO

Quando la lavorazione del legno è sintesi perfetta di tradizione artigianale e produzione industriale efficiente.





Eccoci tornati! E’ passato un po’ di tempo dal nostro ultimo articolo quindi abbiamo pensato: come (ri)iniziare nel migliore dei modi? Semplice: vogliamo farvi entrare nel nostro mondo facendoci conoscere un po’ meglio, in modo tale da poterci presentare anche ai nuovi visitatori. Pronti a partire?

Innanzi tutto….

Chi è CN Arredamento Design?

CN può essere considerata come referente unico per architetti e aziende che hanno bisogno di realizzazioni di diverse tipologie e stili, dal classico al moderno, dai pezzi unici alle produzioni seriali. Ciò che accomuna tutta la produzione della nostra azienda è il fatto di essere 100% made in Italy. Un made in Italy particolare, quello della Brianza: il made in Italy per eccellenza nel campo dell’artigianato.

Ma come siamo arrivati a questo punto?

Tutto iniziò nel 1981 quando Giancarlo Cappi decise di rilevare l’antica falegnameria Pozzoli di Giussano (CO) presso la quale lavorava come responsabile di produzione. Il suo scopo era quello di trasformarla in una realtà aziendale strutturata.  Questo obiettivo fu reso possibile nel corso degli anni grazie a una continua crescita, strettamente connessa all’ utilizzo di nuove tecnologie e di una progressiva industrializzazione dei processi. Tutto questo contribuì anche a rendere la produzione di CN sempre più versatile, sempre più vicina al proprio cliente.

Come si configura oggi l’azienda?

CN Arredamento Design oggi può essere considerata come una delle più rilevanti aziende nel mercato dell’arredamento. Essa riesce infatti a coniugare processi e tecnologie innovative con la grande esperienza degli artigiani, arrivando così a proporre pezzi unici nel loro genere.
Cn Arredamento Design affianca il cliente in fase di preventivo e nell’esecuzione di rilievi e dime, offre assistenza pre e post vendita, rimane vicino nell’ideazione di progetti e in qualità di referente affidato per il lavoro di specialisti. E’ sempre pronta a proporre soluzioni di diversi stili e tendenze.

Come fa CN ad offrire un servizio così completo?

Il flusso produttivo dell’azienda parte dalla progettazione ed arriva fino alla messa in opera. Più precisamente, il processo inizia con la raccolta della proposta d’ordine, per poi passare alla quotazione e alla realizzazione di piccole campionature. Il progetto viene poi trasmesso all’ ufficio tecnico a seguito del quale si inizia a pianificare il processo produttivo. Il prodotto passa poi al reparto falegnameria e verniciatura. Al termine, il cliente può collaudarlo e, se soddisfatto, si conclude il processo con la spedizione, il trasporto e la consegna con la relativa posa in opera. (Non vi preoccupate, sappiamo che può sembrarvi complesso o addirittura difficilmente realizzabile.. vi spiegheremo nei prossimi articoli come tutto questo è possibile!nessun trucco di magia..ve lo assicuriamo!).




CN Arredamento Design: un punto di riferimento nella lavorazione del legno. Un punto di riferimento per marchi, brand e studi di respiro internazionale.  Un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono realizzare progetti, e che hanno bisogno di una mano esperta per farlo.




lunedì 31 marzo 2014

CasaNuova al Fuori Salone 2014!

CasaNuova è lieta di invitarvi in occasione del Fuori Salone 2014 a

THE WALLCOVERINGS DESIGN

08-13 Aprile
Brera. Via Fiori Chiari, 5
Dalle ore 10:00 alle ore 20:00


mercoledì 13 novembre 2013

Diamo tempo al tempo (2)

Bentornati a tutti!
Come promesso, oggi approfondiremo il discorso del time management, ovvero tutte quelle abilità. tecniche e mezzi che sono utilizzati per pianificare e esercitare un controllo accurato del tempo, in modo da incrementare efficienza, eficacia e produttività.
Vedremo insieme i metodi più "famosi": ognuno poi può creare il suo metodo personalizzato, scegliendo i modi che più si adattano alla propria persona e alla prorpia atività.

Il concetto che sta alla base di ogni modello di gestione del tempo, è quello della "LISTA dei COMPITI". Ordinare le cose da fare sta alla base per qualsiasi scelta strategica si intenda fare.

Gantt diagram
Eisenhower diagram
Uno degli stumenti più utilizzati è senza dubbio il DIAGRAMMA DI GANTT: un diagramma a due assi che mette in relazione il tempo (in orizzontale) e le fasi del progetto (in verticale). Questo stumento permette di costruire graficamente il processo di lavoro, cioè di ordinare la lista in base al tempo che occorre per ciascuna azione. Inoltre è uno strumento che permette la gestione di più persone, attraverso la creazione di time boxes e l'assegnazione dei diversi compiti da svolgersi in ordine temporale. 

Sempre parlando di diagrammi, possiamo dare un occhio a quello di EISENHOWER, che suddivide i compiti (più o meno come l'ABC analisi) a seconda della loro importanze e urgenza. Le attività vengono suddivise nei vari riquadre e quindi vengono intraprese le azioni per risolverle. Questo metodo prende il nome del presidente statunitense che lo usava, quindi se ha funzionato per lui..!

Un metodo più recente, ma già con marchio registrato, è il GTD (Get Things Done), titolo del libro di D. Allen pubblicato nel 2001. Alla base di questo metodo sta il liberarsi dall'impegno di ricordare tutte le cose da fare: viene fatto un grande affidamento a tutti i tipi di memoria esterna, dall'agenda di carta al calendario condiviso online. Ha diverse particolarità, di cui qui vi segnalo, in particolare, quella che Allen chiama la "la regola dei 2 minuti": se un'attività richiede meno di bue minuti di tempo per essere svolta, allora deve essere fatta immediatamente. Altro aspetto importante di questo metodo, è la NON-DIVISIONE tra vita privata e lavoro. .

La "regola dei 2 minuti", sembra richiamare un po' quella del 80-20 del metodo di PARETO. La regola 80-20, infatti, sostiene che l'80% dei compiti possa essere svlto nel 20% del tempo, mentre il restante 20% delle attività occupi l'80% del tempo. Vi ritrovate?

Un ultimo modo per organizzare la propria lista, è quello proposto dal metodo POSEC (Prioritize by Organizing Streamlining, Economizing e Contributing). Questo metodo organizza le attività secondo un modello comparabile a quello della piramide dei bisogni di Maslow: alla base ci sono quindi le cose da fare per avere successo (Famiglia e Finanze), poi quelle che non sono così piacevoli, ma vanno fatte (Lavoro), alla fine rimangono da economizzare le cose che ci piacciono fare ma che non sono così urgenti (Passatempi) e un'azione di solidarietà corona il tutto, permettendo la realizzazione dell'individuo. 

Ora che abbiamo messo ordine tra le cose da fare.. non resta che farle!
Mi raccomando, ricordatevi che le PAUSE sono essenziali, per mantenere fresca la mente.
Avete mai provato il metodo POMODORO? Questa è l'ultima chicca di oggi: un metodo per organizzare il tempo che si fonda sulla divisione del lavoro in intervalli di 25 minuti, separati da piccole pause (3-5 minuti), dette appunto "pomodori". Ogni quattro pomodori, poi, c'è una pausa un po' più lunga (15-30 minuti). Ogni compito finito poi, sarà da eliminare dalla lista.
I compiti sono organizzati secondo una lista "Da fare OGGI" e vengono spuntati di volta in volta aumentando il senso di realizzazione e spingendo al miglioramento. 
Buoni pomodori a tutti!



mercoledì 30 ottobre 2013

Diamo tempo al tempo (degli imprenditori)!

Il tempo è denaro, si dice.

Bene, è giunto il momento di sfatare questo mito.

Tempo e denaro sono RISORSE completamente diverse, assimilabili solo in fatto di importanza. Ma se, da una parte, di denaro è sempre possibile averne di più (con un po' di fortuna, tanto impegno e tanto TEMPO!), il tempo è la risorsa più limitata e quindi PREZIOSA di cui possiamo disporre.
Lo sanno specialmente bene i nostri imprenditori, che devono saper gestire non solo il loro tempo, ma anche quello di tutti coloro che sottostanno alle loro direttive.
La gestione di questa risorsa passa principalmente dalla definizione di IMPORTANZA e URGENZA della questioni da valutare. Queste variabili sono infatti alla base di tutte le tecniche di time management.

La domanda che vogliamo farci, però, non è: e che cosa sono queste tecniche?? O almeno, non ce la faremo ora.
Per una volta facciamo una "lezione al contrario": tralasciamo la parte di teoria e di tecniche di time management (approfondiremo con i sig.ri Gantt e Einshower la prossima volta) e vediamo cosa succede sulle scrivanie fuori dall'Italia. Che approccio hanno i grandi manager a una questione così spinosa?

Molte volte accade che il lavoro entri così a fondo nella vita di questi signori che tutto quello che fanno (vacanze, weekend, serate) ne è affetto. Il rischio è di "esaurirsi" e divenire "workhaolic", cioè dipendenti dal lavoro, nel peggiori dei casi.
Per evitare sistuazioni del genere, o semplicemente per vivere serenamente il weekend con i propri figli e moglie, marito, compagnia, amanti, occorre organizzare il proprio lavoro, ma soprattutto il proprio STAFF in maniera intelligente. Cosa fare quindi del proprio tempo?

Innanzitutto lavorare sulle idee e sulla programmazione del lavoro: una buona idea e una bella strategia sono
un metodo sicuro per agire in modo veloce e senza perdere tempo.
Un buon leader deve avere la capacità di comunicare queste idee al suo staff e deve assicurarsi che esse siano capite e attuate.
L'imprenditore deve quindi scegliere bene il suo staff: gran parte del tempo è dedicato ad assunzioni, licenziamenti o anche solo semplici incontri. In tutte queste occasioni l'importante è avere bene in mente dove si vuole arrivare e come e essere capaci di ascoltare le persone che ci stanno di fronte. Proprio da loro potrebbero inaftti nascere delle nuove idee, che alimenteranno un nuovo ciclo di innovazioni.
Queste riunioni possonono rivelarsi, al contrario di quanto sopra, dei buchi neri del tempo: troppo persone, persone sbagliati o orari sbagliati riescono a trasformare una riunione, indetta per trovare una soluzione, in una neverending story del problema da affrontare.,

E voi riuscite a organizzare bene il vostro tempo?

martedì 15 ottobre 2013

Lo stile degli ANNI 50

F. Albini - Luisa
Nel 1952, il "Manifesto per il disegno industriale", pubblicato sulla rivista Domus, recita:
«per il gusto, per l’estetica della produzione (…) soprattutto per la nostra Italia (…) la cui vocazione è sempre stata (e meravigliosamente sempre sarà, per grazie divina) quella di «creare il bello».
Nasce così l'ITALIAN STYLE nel campo del design.

Dopo la seconda guerra mondiale, la ricostruzione opera principlamente su due fronti: quello edile e quello dell'arredamento.
C'è quindi un'atmosfera di frenetica attività, con molti prototipi e tanti prodotti, che, sviluppandosi in questi anni, rimarranno però sul mercato molto più a lungo.

M. Zanuso - Lady
Gli anni '50, per la storia del design italiano, non si caratterizzano per una tendenza dominante, bensì possiamo ritrovarci l'azione di numerose altre tendenze precedenti e un sommario di quelle successive. Neostorico, neoliberty, hightech, razionalismo, arte povera, minimalismo e pop design trovano qui le loro radici più profonde.

Rimane la dicotomia del design italiano che ha caratterizzato il periodo precedente, anteponendo l'"orgoglio della modestia" al "lusso necessario". Se quelli che possono essere chiamati "mobili ricchi", riconducibili alla seconda categoria, vedono più il loro sviluppo dagli anni '60, l'arredamento più "povero" vede in questo decennio la realizzazione di importanti esempi. Uno per tutti: la Superleggera di Giò Ponti, disegnata nel 1955. In questo periodo sono attivi designer i cui prodotti sono presenti ancora oggi sul mercato, come Dominioni, Albini, Zanuso, Borsani, Gardella...
G. Ponti - Superleggera
Gli anni di frenetica attività creativa sono affiancati dalla creazione di istituzioni di grande importanza co l'ADI (Associazione per il Disegno Industriale) e il premio Compasso d'Oro.

Cosa ci lasciano gli anni '50?
Un'eredità infinita di modelli e di idee che, come già scritto sopra, daranno vita a molte delle tendenze degli anni successivi. Ci lasciano il gusto industriale della realizzazione di qualità, che potete sempre trovare qui da noi, in CN Arredamento Design!

mercoledì 2 ottobre 2013

MADE 2013: ripartire dal costruire


Apre oggi le sue porte la sesta edizione del Salone che ogni anno porta a Milano le più recenti innovazioni in fatto si architettura, design ed edilizia. Si presenta in una veste rinnovata, con sei saloni verticali, specializzato ognuno in un tema particolare. Non solo specializzazione, ma anche internazionalizzazione e biennalità, sono le grandi novità portate con l'edizione 2013.

I temi cardini di questa edizione saranno la riqualificazione urbana, il risparmio energetico, la prevenzione antisismica, il rilancio del mondo della progettazione, la tutela e la manutenzione del territorio, che si svilupperanno non solo in aree espositive, ma anche in incontri, possibilità di confronto e iniziative collaterali.

Uno dei punti di riferimento sarà lo Smart Village 2013, costruito in collaborazione con Edilportale, che presenterà ai visitatori lo stato dell'arte in materia di architettura sostenibile ed efficienza energetica.




Qui in CN siamo sempre stati convinti che l'innovazione e il rinnovo dei sistemi nel costante rispetto dell'ambiente e dell'uomo siano le chiavi per uscire dalla crisi; questo evento lo conferma, presentando una grande varietà di innovazioni utili e di basso impatto.
Costruire, imparare a costruire in un modo rispettoso e intelligente, per noi stessi e per gli altri, è qualcosa che non crea solo qualcosa di nuovo fuori da noi stessi, ma, come diceva J. Rohn: "Qualunque buona cosa che noi costruiamo, alla fine è lei che costruisce noi.".

 "Whatever good things we build, it ends up building us."






martedì 17 settembre 2013

IL FUTURO DEL RETAIL: ARREDARE CON LE NUOVE TECNOLOGIE

Il concetto di arredamento nell’ambito commerciale, in particolare dello Store Design, comincia a mostrare segni d’importanti cambiamenti associati all’integrazione di nuove tecnologie, che fanno dello shopping una esperienza divertente e coinvolgente. Questo richiede un approccio innovativo ed integrato, che permetta sfruttare i punti forti di questi due aspetti, sia da parte di chi arreda, sia di chi sviluppa le tecnologie.

Con l’arrivo e l’incorporazione di queste innovazioni tecnologiche, i professionisti di arredamento sono sfidati a ridimensionare e riprogettare gli spazzi commerciali tradizionali e creare nuovi supporti, in modo da conseguire una soluzione armonica e funzionale.


Da Cisco Systems a Phillips Research Lab, in collaborazione con Microsoft Kinetic, si sta creando una nuova forma di fare shopping, che si evolve sempre più velocemente, integrando le nuove tecnologie in un mercato molto competitivo come quello del Visual Merchandising.
 Alcune aziende di retail, attraverso diversi progetti, da qualche anno stanno provando piattaforme innovative che possono cambiare in modo radicale il mondo dello shopping. Vetrine interattive, Magic Mirrors, on-line live posting direttamente dagli stores e proiezioni olografiche, sono l’ultimo confine di fusione tra la tecnologia e il complesso mondo del retail e della moda. 
L’idea quindi, dell’impostazione di uno store altamente tecnologico nasce, pressoché in modo automatico con l’intenzione di rendere lo shopping un’esperienza divertente e intuitiva.
 
Un primo esempio sono le vetrine interattive, che possono essere di due tipi: il primo, semplice come il funzionamento di una smart TV e divertente come giocare a scoprire l’immagine nascosta dietro un velo di fumo nero, permette ai passanti, grazie alla tecnologia Kinetic, di interagire con la vetrina stessa, divertirsi con diverse proiezioni ed entrare nel mood di stagione prima ancora di entrare nello store.  Aziende come Pull&Bear, Diesel, Chanel o Repetto hanno già cominciato a fare uso di questa strategia.
Il secondo tipo di vetrina interattiva è quella che sta sviluppando Phillips Research Lab, che sfrutta gli impulsi dei consumatori a segnalare tutti quei articoli che interessano di più e fa comparire sul vetro le foto e dettagli degli articoli segnalati. Inoltre, nel caso in cui la boutique fosse chiusa, il cliente ha la possibilità di vedere tutta la gamma di prodotti offerta dallo store, usando la vetrina come un semplice schermo touchscreen, e siccome tutti questi contenuti sono trasparenti, non inferiscono la visuale nel contenuto all’interno della vetrina.

Possiamo poi parlare dei Magic Mirror: è una tecnologia che è in sviluppo già da circa 5 anni, ma soltanto in questi ultimi anni si sta iniziando ad inserire come strumento di uso definitivo all’interno degli store. Questi,  possono essere incastrati su un mobile di design e permetteranno al cliente di fotografarsi direttamente all’interno del negozio indossando i capi che sta provando, pubblicare la foto in tempo reale sui portali di social network in modo tale da avere un feedback diretto e veloce da parte di amici e conoscenti. Come esempio dell’uso di questa strategia di marketing, possiamo nominare DieselUn’altra utilità di questi specchi magici, è quella della possibilità di provarsi i diversi capi scelti senza necessariamente togliersi i propri vestiti. Grazie ad una telecamera, lo specchio realizza un body scan che, calcolando le misure del proprio corpo, permette anche di seguire i movimenti, per capire la fluidità di ciò che si stà indossando.

Parlando di elementi decorativi, imaginiamo di camminare su un tappeto di foglie, che si fanno da parte mentre caminiamo, oppure lasciare una scia di luce come nel film “Avatar”… grazie  ai pavimenti interattivi, questo è possibile. Essi non sono altro che la proiezione di un’immagine su una qualunque superfice attraverso uno o più proiettori, mentre i movimenti vengono registrati da raggi infrarossi e riprodotti in tempo reale.

Infine ci sono le proiezioni olografiche: un totale effetto tridimensionale per attirare l’attenzione dei clienti sui prodotti in vendita.

In questo contesto l’arredamento, nell’integrare aspetti di alta tecnologia, invita ad accedere, curiosare, giocare, provare, acquistare, si mette alla prova e cerca nuove soluzioni per restare al passo con le nuove tecnologie. Tutte queste innovazioni messe insieme  porterebbero il mondo del retail  un passo avanti e farebbero sì che l’esperienza dello shopping sia molto più divertente, facile  e dinamica, rispondendo alle nuove e sempre più alte esigenze del cliente.

Per questo articolo ringraziamo RODRIGO CARDOZO, che ha collaborato con CN per portarci queste bellissime novità!


English Version:

THE FUTURE OF RETAIL: FURNISHING WITH NEW TECHNOLOGIES

The concept of commercial furnishing, specially the Store Design, is showing signs of major changes mainly associated with the integration of new technologies, able to transform shopping in a funnier and more engaging experience.
Consequently, an innovative and integrated approach is required among retailers, technology developers and furniture suppliers, in order to build up new proposals and maximize their own strengths.

Furthermore, the surge of such innovations will pose a special challenge on interior décor professionals, who will be required to re-think and maybe downsize the traditional commercial/retailer spaces, creating new supports for a harmonic and functional solution.


Up to date, a new way of shopping is emerging led mainly by companies like Cisco Systems, Phillips Research Lab and Microsoft Kinetic. Integrating new technologies to retailing design is evolving as fast as technological solutions do, trying to be successful in a very competitive market like the one of Visual Merchandising.
 During the last few years, several retail companies have been trying some innovative platforms which may radically change the shopping world. Interactive shop windows, Magic Mirrors, on-line live posting directly from stores and holographic projections, are the leading edge trend, integrating design and technology into the complex world of retail and fashion.
 The idea then, of setting up a high-tech store comes out spontaneously, with the intention of making shopping a funnier and more intuitive experience.

Let’s take, for instance, the interactive shop windows and try to find out why well known brands such as Pull&Bear, Diesel, Chanel o Repetto have already begun to use it as part of their sale strategy.
There are at least two types of interactive shop windows. The first one works like a smart TV and it can be fun like playing to discover the picture hidden behind a veil of black smoke; by using the Kinetic technology the customer is not a window passive observer anymore, but an actor able to interact with the shop window itself, have fun with different projections and get into the mood of the new season even before entering the store. And for sure, a tickled customer will come in and see what might be found inside the store.
The second type of interactive shop window is the one being developed by  Phillips Research Lab , which takes advantage of consumers’ preferences in order to detect what kind of goods they may be interested in and, afterwards, to show such items on the glass. Additionally, even if the shop is closed, the customer has the option to see the full range of products offered by the store, using the window as a simple touchscreen display. It must be noticed that, since the contents in the interactive shop window are transparent, they do not interfere with the visual general arrangement of the whole window.  
Another technological innovation in this area is the “Magic Mirror”, which has already been used by Diesel as part of their marketing strategy. This is a technology that has been developed during the last 5 years, but that has been quite recently included as a permanent tool within stores. These mirrors, usually  placed in a piece of design furniture, allow customers to photograph themselves just inside the store, wearing the clothes they are trying on, publishing such  pictures on their preferred social network portal in a real time basis  and obtain  a direct and quick feedback from friends and acquaintances.  Furthermore, this technology offers customers the possibility to try on the clothes they have chosen in a rapid and comfortable way, without taking off what their actual wearing. In fact, thanks to a camera, Magic Mirror is able to scan the customers’ body and calculate its measures in such a precise way as to enable them to understand even the movement fluidity of the items they would like to buy.

Simpler but yet not enough exploited as store decorative elements are interactive floors or walls. They may, for instance, allow customers to walk through a carpet of leaves that step aside while they walk, or create a trail of light as in the film "Avatar"…. The technology behind these potential store decorative concept, involves the projection of an image on any chosen surface through one or more projectors, while customers’ movements are recorded by infrared rays and played back in real time.

Finally there are the holographic projections: a totally tridimensional effect able to attract the interest of customers encouraging them to see, touch and try new products.

In this context, furnishing, along with integrated high-tech elements, must think about inviting customers to come in, look around, play, try, buy, and challenge those who are looking for new solutions in order to keep pace with innovations. Altogether, such new approaches may lead the world of retail a step forward, transforming shopping in a funnier, easier and more dynamic experience, in response to the new and always increasingly high demands of the customers.

For this article we have to give a lot of thanks to RODRIGO CARDOZO, who has collaborating with CN to make us discover these beautiful new things!