Visualizzazione post con etichetta controllo di gestione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta controllo di gestione. Mostra tutti i post

mercoledì 30 ottobre 2013

Diamo tempo al tempo (degli imprenditori)!

Il tempo è denaro, si dice.

Bene, è giunto il momento di sfatare questo mito.

Tempo e denaro sono RISORSE completamente diverse, assimilabili solo in fatto di importanza. Ma se, da una parte, di denaro è sempre possibile averne di più (con un po' di fortuna, tanto impegno e tanto TEMPO!), il tempo è la risorsa più limitata e quindi PREZIOSA di cui possiamo disporre.
Lo sanno specialmente bene i nostri imprenditori, che devono saper gestire non solo il loro tempo, ma anche quello di tutti coloro che sottostanno alle loro direttive.
La gestione di questa risorsa passa principalmente dalla definizione di IMPORTANZA e URGENZA della questioni da valutare. Queste variabili sono infatti alla base di tutte le tecniche di time management.

La domanda che vogliamo farci, però, non è: e che cosa sono queste tecniche?? O almeno, non ce la faremo ora.
Per una volta facciamo una "lezione al contrario": tralasciamo la parte di teoria e di tecniche di time management (approfondiremo con i sig.ri Gantt e Einshower la prossima volta) e vediamo cosa succede sulle scrivanie fuori dall'Italia. Che approccio hanno i grandi manager a una questione così spinosa?

Molte volte accade che il lavoro entri così a fondo nella vita di questi signori che tutto quello che fanno (vacanze, weekend, serate) ne è affetto. Il rischio è di "esaurirsi" e divenire "workhaolic", cioè dipendenti dal lavoro, nel peggiori dei casi.
Per evitare sistuazioni del genere, o semplicemente per vivere serenamente il weekend con i propri figli e moglie, marito, compagnia, amanti, occorre organizzare il proprio lavoro, ma soprattutto il proprio STAFF in maniera intelligente. Cosa fare quindi del proprio tempo?

Innanzitutto lavorare sulle idee e sulla programmazione del lavoro: una buona idea e una bella strategia sono
un metodo sicuro per agire in modo veloce e senza perdere tempo.
Un buon leader deve avere la capacità di comunicare queste idee al suo staff e deve assicurarsi che esse siano capite e attuate.
L'imprenditore deve quindi scegliere bene il suo staff: gran parte del tempo è dedicato ad assunzioni, licenziamenti o anche solo semplici incontri. In tutte queste occasioni l'importante è avere bene in mente dove si vuole arrivare e come e essere capaci di ascoltare le persone che ci stanno di fronte. Proprio da loro potrebbero inaftti nascere delle nuove idee, che alimenteranno un nuovo ciclo di innovazioni.
Queste riunioni possonono rivelarsi, al contrario di quanto sopra, dei buchi neri del tempo: troppo persone, persone sbagliati o orari sbagliati riescono a trasformare una riunione, indetta per trovare una soluzione, in una neverending story del problema da affrontare.,

E voi riuscite a organizzare bene il vostro tempo?

lunedì 18 marzo 2013

Nuovi modelli di business! (?)

Il blog di CN Arredamento non si occupa solo di legno e design: CN è prima di tutto un'impresa e come tale vive in nel mondo (oggi abbastanza problematico) dell'imprenditorialità.

Come ogni altra buona industria deve avere un occhio di riguardo alle novità del settore, sia per quanto riguarda le tecniche, sia per la parte economica e gestionale.
Negli scorsi mesi vi abbiamo parlato dell'importanza della formazione, del nuovo sistema di controllo di gestione che si sta implementando... Oggi vogliamo invece parlare di un argomento che sembra una fonte inasauribile di pubblicazioni, discussioni e idee.




Sempre più spesso si sente parlare di "nuovi modelli di business", ma cosa significa questo?

Un modello di business si compone di diverse variabili, di origine sia organizzativa che strategica, che, se ben orchstrate, consentono all'azienda di acquisire un vantaggio competitivo sul mercato nel quale opera.
Significa quindi saper fare diverse cose:
- Convertire l'innovazione in valore, seguendo una determinata strategia;
- Definire l'organizzazione, per poter raggiungere gli obiettivi prefissati;
- Codificare i rapporti col mercato;
- Creare un sistema di controllo in grado di analizzare i risultati e "prevedere" il futuro.

Questo processo è soggetto a numerose e diversissime rielaborazioni; la crisi che stiamo vivendo ha messo a dura prova non solo il portafoglio, ma anche le idee degli imprenditori e da qui la proliferazione di creazioni di nuovi modelli, che sembrano la via principale di uscita da questa difficile situazione.

Manuali, corsi, società specializzate... Numerose sono le occasioni per potersi mettere in discussione e ripensare alla propria impresa in un'ottica completamente diversa.
In campo editoriale, ogni casa editrici propone la sua: la FAG ha pubblicato nel 2012 un "Manuale pratico" per "Creare modelli di business", la Camera di Commercio di Milano propone, edito da Mondadori, un manuale "Verso nuovi modelli di business", di M. Magatti, professore all'Universitò Cattolica, mentre la Franco Angeli e la Springer si sono concentrate sui nuovi modelli nel campo delle aziende di servizi.
E tutto questo non comprende la galassia di pubblicazioni minori e specializzate per settore, tra i quali si fanno particolarmente presenti l'e-business e le nuove tecnologie.


Il grande successo di questo tema è visibile a modello globale: ne sono testimoni libri divenuti veri e propri best seller, come "Business Model Generation" e "Blue Ocean Strategy", solo per citarne un paio.
Ma quali sono le linee guida che vanno per la maggiore?
Ecco un breve (e di sicuro incompleto) elenco. Non abbiamo la sfrontatezza di dirvi che questa sia la bacchetta magica, ma potrebbe essere un buon punto di partenza.

-> Metodo rigoroso
-> Forte creatività
-> Fare più e meglio
-> Puntare sugli asset immateriali per l'aumento del valore
-> Valorizzare la filiera
-> Valorizzare le risorse (umane, sociali, ambientali)
-> Curare la sostenibilità

In CN c'è stato da quasi un anno un ripensamento dell'impresa in quest'ottica, e il risultato è stato questo: la scelta di fornire un servizio COMPLETO al cliente, di porsi al mercato come UNICO REFERENTE per i progetti di realizzazione di arredamento di interni.
Questo ha creato la possibilità di fornire un servizio che risulti "comodo" per il cliente, che si trova un unico interlocutore in grado di mediare tra i vari reparti di produzione; dall'altra parte, nel backstage se così si può dire, si è creata una rete di imprese che si aiutano e sostengono l'un l'altra.
E voi?
Lo spazio dei commenti è a vostra disposizione per raccontarci come avete cambiato la vostra impresa!



lunedì 21 gennaio 2013

Un buon 2013




Buongiorno a tutti e bentrovati! Il Blog di CN Arredamento Design riapre le sue porte dopo le meritate vacanze (sempre troppo corte) ma il fatto che fin le visualizzazioni siano state più di 2000, in pochi mesi di attività, ci dà la giusta carica per questo nuovo anno!

Che programmi avete per il 2013? In questo mese si sta cercando, qui in CN, di trovare il giusto calibro per i mesi che verranno, guardadoci intorno e indietro, perché, come ricorda il vecchio Rafiki e il più giovane Max Pezzali "RICORDATI CHI SEI"!


Per quanto riguarda questa rubrica, le idee e i buoni propositi abbondano. Ci siamo promessi infatti di:
- creare una rubrica GGD: giovani/grandi designer;
- continuare gli articoli tecnici che riguardano le lavorazioni del legno;
- crescere sui social network;
- tradurre gli articoli in inglese (so che alcuni di voi lettori ne saranno lieti... don't you?);
- approfondire le analisi gestionali;
- cercare di definire le altre idee che frullano nell'aria dei nostri uffici.
I buoni propositi sono molto più numerosi: essere simpatici, accattivanti, moderni, attenti allo Zeitgeist (per chi non lo conoscesse, eccolo qui), europei, mondiali (ma prima di tutto italiani!), roundhead e un po' cavalier ...
E voi invece? Nuovi progetti per l'anno nuovo o vecchi progetti ancora da concludere?

venerdì 21 dicembre 2012

G.Ma.P. 1.3 ovvero: facciamoci guardare!

Ultimo appuntamento con il ciclo degli articoli sul progetto G.Ma.P.: La WEB EXPERIENCE!


Il progetto Getting a Managerial Prospective ha dato a CN Arredamento Design un impulso molto forte in fatto di crescita: non solo, come ricordato nei precedenti capitoli, si è sviluppata una employee analysis e un sistema di budgeting e costing, e non solo si stanno facendo dei passi importanti verso una crescita orientata al lungo termine, ma si sono compiute anche delle scelte importantissime in tema di COMUNICAZIONE e IMMAGINE!
Potete immaginare cosa voglia dire per un'azienda che lavora a livello europeo non avere ancora, nel 2012 un sito aggiornato, una piattaforma per comunicare e rendersi visibile con tutti gli stakeholders, sia quelli già acquisiti che quelli potenziali. Più o meno come cercare di parlare senza microfono e senza salire su una pedana durante un comizio molto agitato.
Quindi la decisione di rinnovare il vecchio sito, oramai del tutto inutile (se non nocivo) per l'azienda, è arrivata spontaneamente nel corso del progetto sviluppato in collabrazione con Cube Consulting. Per rendere questa comunicazione ancora più attiva e, aggiungerei, umana, si è pensato, grazie alla preziosa collaborazione di Michela Natale, di attivare un blog, dove CN può mostrarsi in modo dinamico per tutto quello che: un'officina di innovazione, di tendenze, di eventi non solo legata al mondo dell'arredo, ma soprattutto come realtà imprenditoriale del territorio brianzolo.

Tutti sappiamo bene quanto sia importante la comunicazione (ne abbiamo parlato pochi giorni fa qui) e oggi non facciamo altro che riproporvi lo stesso concetto, narrandovi la storia della nascita di questo blog e del sito di CN Arredamento.


BENVENUTI quindi nella nostra Homepage. Semplice, essenziale, e dalla quale si capisce già con chi si ha a che fare. CN Arredamento Design è un'azienda senza grandi orpelli, che sa fare bene i suo lavoro e di quello si occupa.
 Il sito presenta dei percorsi specializzati, per permettere ad ogni tipo di utente una navigazione mirata ed agile.
Per chi vuole conoscere la tecnica, le macchine, la produzione seriale, il bottone "Capacità produttiva" fornirà risposta a tutte le domande; chi invece sta cercando una lavorazione particolare, un fuori serie/fuori misura (a volte per i tecnici anche fuori dalla divina grazia), troverà nella sezione "Personalizzazioni" ciò di cui ha bisogno.
Il tutto è corredato da un portfolio fotografico dei lavori già eseguiti, ma non fatevi trarre in inganno!
La produzione di CN Arredamento Design non si limita agli oggetti rappresentati sul web, quella è solo la punta dell'iceberg!
L'attività di CN è spiegata nelle verie pagine, accessibili dalla barra dei menù in alto. Si delinea alla fine un quadro completo, dalla storia dell'azienda, alle sua realtà odierna, fino alla sua mission più grande: L’efficienza produttiva di una azienda, la cura per i dettagli e la capacità di personalizzazione di un artigiano.


Passiamo ora al blog: ma... dobbiamo veramente parlarne? Io lascerei a voi questa parte!
Diteci cosa ne pensate, se vi piace, se avete articoli da proporre, se invece è stato un buco nell'acqua.
Delineamo però almeno i contorni di questa operazione: il blog è nato come portale aperto sul  mondo, per essere stimolante e stimolato dalla realtà esterna e raccontarne una parte, quella vissuta all'interno di CN Arredamento. Dite che funziona?


Infine anche oggi vi proponiamo un'intervista a chi ha collaborato a questo progetto e l'ha poi portato a compimento: Fabrizio Basso, IT Specialist di Cube Consulting:

1) È stato difficile capire cosa CN doveva comunicare con questi mezzi? Perché?

No, al momento del riconsolidamento della presenza sul web, CN Arredamento aveva le idee chiare sui propri obiettivi; il lavoro si e' concentrato sull'identificazione del target di utenti e i relativi obiettivi
2) Avete seguito delle linee guida nella progettazione?
Il sito e' stato costruito con particolare attenzione alla User Experience, promuovendo la semplicita' e l'interattivita'. Le informazioni sono raggiungibili anche attraverso percorsi guidati studiati per le esigenze di diverse fasce di utenti, favorendo l'esplorazione attiva dei contenuti in cui l'utente e' chiamato a scegliere i contenuti che intende visualizzare e a costruire il proprio percorso di esplorazione.

3) Per quanto riguarda il sito, trovi che ci siano degli elementi particolarmente significativi che lo rendano particolarmente interessante?
Devo ammettere che nonostante non sia pragmaticamente funzionale, mi piace molto come la grafica del sito si sia potuta ispirare alle semplicita' del logo di CN, garantendo una coerente estensione dell'immagine di CN sulla rete. Ancora una volta in CN, la differenza e' stata fatta dallo staff che si e' impegnato per la creazione ed il mantenimento di un blog di informazione sul mondo del legno e della falegnameria.













martedì 11 dicembre 2012

G.Ma.P. 1.2 ovvero: guardiamo nel portafoglio!

Terza e penultima puntata della saga del G.Ma.P.: oggi parliamo di budgeting e costing.
Dopo avervi spiegato cos'è e a chi si rivolge, il progetto Getting a Managerial Prospective affronta la questione di solito ritenuta più spinosa, quella legata ai costi!

Questa seconda fase del progetto era finalizzata innazittto alla formazione del personale. Cube Consulting si è fatta carico di insegnare al personale di CN cosa volesse dire avere e soprattutto, gestire, un sistema di controllo di gestione.

Una volta imparati i concetti, si è affrontata la stesura di un sistema di cost accounting: questo significa che, con infinita pazienza, si sono analizzati tutti i costi sostenuti dall'azienda, dividendoli per tipologia e per centri di costo.
Possiamo immaginarlo come il lavoro di un bambino molto meticoloso, che, per capire di cosa è fatta la sua casetta in mattoncini colorati, li divide per colore e per ogni colore li divide ancora per le diverse forme, senza però dimenticare quali mattoncini sono per il tetto e quali per le pareti.

Una volta capita di cosa è fatta la casa, tenendo d'occhio il quantitativo di mattoncini per mucchio, si è fatta una previsione per la costruzione di una casa più grande: un budget annuale.


Compiuti non senza difficoltà, ma con grande costanza, tutti questi passi hanno portato ad un risultato che si può considerare solo come l'inizio di un camino ancora più lungo: l'implementazione è avvenuta con successo, ma la messa a regime deve perfezionarsi col tempo e l'esperienza!

Ecco ora le parole di chi questo percorso l'ha vissuto in prima persona: Gianluca Bucarella, di Cube Consulting.

1)      Qual’era il livello iniziale di preparazione sull’argomento del personale di CN?
 La conoscenza della materia era molto limitata, ma il personale di CN si è dimostrato fin da subito molto disponibile e desideroso di approfondire le tematiche del controllo di gestione. Questo ha permesso di superare senza problemi le difficoltà iniziali. 
Capire l'importanza che il controllo di gestione può avere in azienda e aver voglia di imparare come funziona, anche come momento di arricchimento personale, fa la differenza. A volte capita di trovare persone, o persino intere realtà aziendali, poco motivate, cosa che rende tutto estremamente più complicato. Non è decisamente stato questo il caso.

2)   Ci sono state particolari difficoltà nella fase di apprendimento?
L'implementazione di un sistema di controllo di gestione è un processo complesso e costituito da più fasi, ognuna con le sue difficoltà, sia teoriche che operative.  Alcune di queste, come ad esempio l'allocazione dei centri di costo intermedi sui centri di costo finali, possono essere ostiche da comprendere. Il personale di CN però è stato pronto a recepire ogni concetto senza particolari difficoltà. 

3)      Nella stesura della struttura della contabilità analitica (per gli amici, la CoAn), quali sono stati i punti più difficili?
L'imputazione dei costi agli oggetti finali, nello specifico di CN Arredamento le commesse, è uno dei momenti più delicati del processo di controllo di gestione. In una azienda come CN Arredamento, in cui il processo di lavorazione del legno è coperto in tutte le sue fasi, dalla sezionatura al montaggio e trasporto, diventa complesso determinare la base di ripartizione adeguata per ogni Centro di costo. Devo ringraziare il personale di CN, il cui apporto è stato prezioso al fine di pervenire ad un risultato finale di qualità.



4)      Hai della particolari considerazioni da fare sul sistema?
Una azienda come CN Arredamento, dal processo produttivo molto ampio e con un elevato livello di personalizzazione dei prodotti finiti, a fronte di una efficienza produttiva industriale, presenta una serie di peculiarità che rendono l'implementazione di un processo di controllo di gestione particolarmente complesso. La grande disponibilità dimostrata da tutti in azienda, unitamente ad una struttura organizzata e quindi in grado di fornire dati precisi ed aggiornati, hanno però permesso di svolgere un ottimo lavoro. 
L'importante ora è proseguire su questa strada, aggiornando e affinando il sistema costantemente.





lunedì 3 dicembre 2012

G.Ma.P. 1.1 ovvero: guardiamoCI!

Rieccoci qui, a continuare la nostra rubrica sul sistema di controllo di gestione che sta prendendo piede in CN Arredamento Design
Un benvenuto a tutti alla seconda puntata, il seguito di G.Ma.P. 1.0 ovvero: guardiamo lontano!

Abbiamo già detto di quanto le persone siano un elemento chiave nella formulazione di una nuova ottica di management. Ora bisogna capire chi realmente sono quelle persone e cosa pensano del loro lavoro e di quello degli altri.
Non è un semplice vezzo: senza sapere che macchina si guida non si può programmare di raggiungere questa o quella velocità: spingere su un acceleratore di una Panda, pensando di guidare una Ferrari, potrebbe avere effetti devastanti, sia per la macchina che per il conducente!

L'argomento di oggi infatti è: GUARDIAMOCI, ovvero scopriamo come siamo fatti, chi siamo, in parole colte, effettuiamo una employee analysis.
Come già accennato nel capitolo precedente, questo studio mira a razionalizzare i ruoli e i task, in un'ottica di empowerment, valutare la employee satisfaction e la competence map percepita. 
Niente paura, queste cose suonano molto più apocalittiche di quanto realmente siano: in realtà si tratta semplicemente di un guardarsi allo specchio per scoprire la propria identità. ATTENZIONE però: guardiamoci per come realmente siamo, senza ingigantire difetti o pregi, restando ancorati alla realtà .

Il percorso di employee analysis si divide in tre step (o passi, secondo il detto "parla come mangi"; che oramai nel mondo del business è del tutto ignorato, sia per quanto riguarda il cibo che per la parola... ma non perdiamoci in chiacchere).

Fase 1: JOB SETTING
In questa fase si intende rilevare il sistema dei compiti e delle mansioni aziendali, così come sono definiti nella quotidianità. Questo avviene tramite un semplice questionario somministrato ai dipendenti, i cui risultati indicheranno il punto a cui ci si trova e quindi il percorso da seguire per raggiungere una buona gestione per obiettivi e attivare un processo di responsabilizzazione di tutto il personale presente in azienda. Si vuole cioè capire chi fa cosa, che ambito di autonomia ha e a chi deve rispndere delle proprie azioni. Solo conoscendo la situazione attuale dell'azienda si potranno formare dei centri di responsabilità e nominare dei dirigenti in capo ad essi, senza sovvertire l'ordine precostituito. 


Fase 2: SKILL EVALUATION
Una volta capito chi-fa-cosa, bisogna capire chi-fa-cosa-e-come. Capire, in pratica se all'interno della propria azienda si possiedono già le competenze professionali e manageriali, nonché le capacità umane che consentano di supportare la gestione partecipata degli obiettivi e dei meccanismi operativi di cui abbiamo parlato sopra. Questo avviene attraverso dei questionari incrociati, ossia a diversi livelli e attraverso una tavola rotonda con i maggiori responsabili aziendali, che delineano i profili ideali di ogni ruolo. 




Fase 3: EMPLOYEE SATISFACTION
In questa fase non bisogna semplicemente misurare la soddisfazione gli impiegati, ad ogni livello, ma bisogna anche capire se sussistano le condizioni per procedere all'empowerment, ossia quel processo di responsabilizzazione e condivisione degli obiettivi aziendali, concetto chiave del controllo di gestione.
Tutto questo avviene tramite l'analisi dei risultati di un questionario somministrato ai dipendenti, che contenga domande riguardanti diversi ambiti: se si è soddisfatti e/o apprezzati sul lavoro, come sono le condizioni di lavoro, il rapporto con i colleghi e il capo, i sistemi di carriera... e per quanto riguarda la seconda parte, domande sull'accettazione del rischio e della responsabilità, sistemi di ricompensa, valori e cultura aziendale...
I questionari ovviamente saranno diversi per i vari profili aziendali, in modo da calibrare le domande sulle attività già in atto e sugli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Tutto chiaro? Alla prossima puntata!



martedì 20 novembre 2012

G.Ma.P 1.0 ovvero: guardiamo lontano!


Abbiamo già affrontato in questo blog l’argomento della formazione manageriale.
Oggi, con questo articolo, inauguriamo una (speriamo) fortunata serie di recensioni sul sistema di controllo di gestione che sta prendendo piede in CN: per gli amici G.Ma.P., per tutti il Getting a Managerial Prospective.
Sviluppato in collaborazione con Cube Consulting, questo progetto risponde all’esigenza che avevamo già dettagliatamente spiegato: i nostri “capi” hanno deciso di diventare “manager” a tutti gli effetti e non fermarsi all’approccio day-by-day, passando ad un approccio razionale ed anticipatorio. Questo significa non più guardare per terra dove si mettono i piedi, ma alzare un occhio per vedere quanto sia lunga e dove conduca la strada che si sta percorrendo.

La necessità di questo cambiamento è particolarmente sentita dalle PMI italiane in questo difficile periodo: oramai arrivate alla seconda, alla terza ed, in alcuni casi, alla quarta generazione di imprenditori, queste imprese hanno una loro ben definita identità e delle precise competenze, ma si devono confrontare con un mondo che non è più quello in cui sono nate.
Nell’ambito della competizione internazionale, non basta la qualità del prodotto a renderle visibili, ma serve un efficace approccio al governo aziendale. Sopravvivere in uno scenario internazionale significa capire chi si è esattamente, di quali risorse si dispone ed organizzarle secondo una logica che ha le sue fondamenta negli strumenti del controllo di gestione. Un imprenditore che agisce con un atteggiamento del genere gioca d’anticipo sui problemi. E vince.
G.Ma.P. si propone di fare proprio questo e si compone di 3 fasi:


1)   EmployeeAnalysis: come razionalizzare ruoli e task rispetto ad un percorso di empowerment? come valutare l’employee satisfaction? come valutare la competence-map percepita?
2)   Budgetinge costing: quali sono i costi? come misurare le performance? come governare in via razionale ed anticipatoria l’azienda? come analizzare l'andamento dei risultati in relazione al budget? come evidenziare le responsabilità?
3)   Web-Experience: come creare una identità web coerente con l'immagine aziendale?  come creare relazioni dirette con i propri clienti? come raggiungere nuovi clienti e mercati? come aumentare l'engagement dei propri clienti?



I prossimi articoli analizzeranno le varie fasi del progetto, ora, invece, vi raccontiamo come è andata qui in CN.


Massimo Memmola, ricercatore e docente all’università Cattolica di Milano, è stato il referente principale in Cube Consulting di questo nuovo sguardo sul futuro. A lui abbiamo chiesto di rispondere a qualche domanda che possa far capire quanto questa non sia solo una questione di paroloni accademici, ma abbia a che fare con la vita di chi lavora in CN. Quindi… soffiamo via il fumo e vediamo l’arrosto!

·         Quali sono le caratteristiche che hanno permesso questo cambio proprio in CN? Ci sono stati problemi?
CN è oramai un’azienda “matura”, in quanto ha dei dati economici strutturati che possono essere più o meno facilmente organizzati in centri di costo e un processo produttivo stabile. Senza un sistema adeguato, però, questa struttura sarebbe data del tutto per scontata e questo non è quello che serve per poter guardare al futuro. Il primo passo per il cambiamento è stato quello di capire chi si è e come si è fatti, una sorta di studio anatomico dell’azienda. Se Silvio e Davide Cappi non si fossero messi in gioco, impegnandosi a riscoprire il luogo dove hanno da sempre lavorato, nulla si sarebbe potuto fare. I problemi sono stati innanzitutto legati al cosiddetto “way of thinking” dell’azienda, cioè al modo in cui si agisce e si guarda a se stessi. Più che veri e propri problemi, si sono verificate complessità: l’anatomia di CN, in effetti, si è rivelata più complicata di quanto previsto.


·       L’elemento personale che ruolo ha giocato?
È stato l’elemento decisivo: come ho detto prima, si parte dal cambiare il modo di pensare e di agire, quindi la disponibilità dei singoli è essenziale per implementare un sistema di controllo di gestione. Si deve costruire un gioco di squadra, dove tutti remano insieme nella stessa direzione.

·        Dove si vuole arrivare con questo progetto?
Con questo progetto si può e si deve arrivare molto lontano, perché con una logica manageriale ci si pone sullo stesso livello di gioco delle più grandi imprese europee. CN vuole arrivare ad essere competitiva non solo sul prodotto, ma anche sulle logiche di gestione.
Poter ampliare la schiera dei propri interlocutori senza essere in condizioni di inferiorità si rivela la carta vincente, ancor più in questo periodo di crisi.


·        In quanto tempo si avranno i risultati?
I risultati sono già tangibili: la conoscenza della struttura di costi dell’azienda è già patrimonio dell’amministrazione ed è in corso lo studio della capacità produttiva. E’ in atto una nuova strategia di web business e questo blog, insieme col sito e i social network, ne è la testimonianza. Come per tutte le buone auto,  perché il tutto sia a regime ci vorranno un paio di giri di pista.  Il sistema, comunque, verrà perfezionato di anno in anno, per adattarlo ai nuovi livelli raggiunti.

martedì 23 ottobre 2012

La FORMAZIONE in azienda




Formazione: progressiva acquisizione, attraverso lo studio o l'esperienza, di determinate competenze specifiche, processo con cui qualcosa si forma.

L'importanza della formazione per il mondo lavorativo è cosa oramai nota: basta digitare 'formazione' su qualsiasi motore di ricerca per essere sommersi dalle opportunità di seguire corsi erogati da enti di qualunque genere. Dai corsi di giardinaggio alle tecniche più moderne per la chirurgia, tutti possono trovare la soluzione adatta alle proprie esigenze.

Ma come si inserisce una proposta così ampia nel mondo delle imprese? Cos'è la vera formazione di cui le aziende hanno bisogno?

Senza dubbio l'essere avvantaggiati sulle tecniche di produzione e sulla qualità delle lavorazioni è un primo passo: l'eccellenza ha sempre giocato un ruolo decisivo nella riuscita di progetti nuovi e nel rilancio di quelli non troppo recenti.
La formazione qui è intesa quindi come avanguardia, come profonda conoscenza del mondo e delle sue evoluzioni, ma non senza un briciolo, o forse più, di capacità previsionale e di voglia di sfida. 

Proprio in quest'ottica, l'essere bravi a fare qualcosa non basta: occorre sapere gestire le proprie capacità, potersi vendere al meglio. Ed è qui che entra in gioco la formazione di alto livello professionale: sono i dirigenti, gli amministratori che devono imparare a saper valutare il loro potenziale e ad utilizzare gli strumenti per impostare il governo aziendale in modo da indirizzare l'impresa là dove si vuole arrivare.
La formazione manageriale è volta a fornire una serie di "attrezzi" per i dirigenti, perché possano guardare alla loro realtà in modo diverso e più consapevole, porre sul livello delle grandi aziende internazionale, poter dialogare con loro rendendosi conto di chi si è e cosa si vuole fare. E soprattutto COME.


Un po' come una barca: chi ha in mano il timone deve sapere che direzione prendere, come guardare la bussola, come regolare le vele e in che punto dell'oceano ci si trova.

Un po' come l'asino e la carota: bisogna puntare la carota nella direzione giusta per permettere al l'asino di muoversi sul giusto sentiero. Probabilmente l'asino sarà più motivato dalla prospettiva del lauto spuntino, piuttosto che da una bastonata correttiva a posteriori, dopo che avrà già commesso lo sbaglio.

In CN arredamento è quello che si sta cercando dei fare col nuovo sistema di controllo di gestione, con l'aiuto di Cube Consulting.
Molte altre aziende si stanno fornendo di questi strumenti, 
stanno imparando come muoversi e come utilizzarli in un'ottica di medio-lungo termine.

Allora... Buona navigazione a tutti!