Visualizzazione post con etichetta sistemi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sistemi. Mostra tutti i post

martedì 20 novembre 2012

G.Ma.P 1.0 ovvero: guardiamo lontano!


Abbiamo già affrontato in questo blog l’argomento della formazione manageriale.
Oggi, con questo articolo, inauguriamo una (speriamo) fortunata serie di recensioni sul sistema di controllo di gestione che sta prendendo piede in CN: per gli amici G.Ma.P., per tutti il Getting a Managerial Prospective.
Sviluppato in collaborazione con Cube Consulting, questo progetto risponde all’esigenza che avevamo già dettagliatamente spiegato: i nostri “capi” hanno deciso di diventare “manager” a tutti gli effetti e non fermarsi all’approccio day-by-day, passando ad un approccio razionale ed anticipatorio. Questo significa non più guardare per terra dove si mettono i piedi, ma alzare un occhio per vedere quanto sia lunga e dove conduca la strada che si sta percorrendo.

La necessità di questo cambiamento è particolarmente sentita dalle PMI italiane in questo difficile periodo: oramai arrivate alla seconda, alla terza ed, in alcuni casi, alla quarta generazione di imprenditori, queste imprese hanno una loro ben definita identità e delle precise competenze, ma si devono confrontare con un mondo che non è più quello in cui sono nate.
Nell’ambito della competizione internazionale, non basta la qualità del prodotto a renderle visibili, ma serve un efficace approccio al governo aziendale. Sopravvivere in uno scenario internazionale significa capire chi si è esattamente, di quali risorse si dispone ed organizzarle secondo una logica che ha le sue fondamenta negli strumenti del controllo di gestione. Un imprenditore che agisce con un atteggiamento del genere gioca d’anticipo sui problemi. E vince.
G.Ma.P. si propone di fare proprio questo e si compone di 3 fasi:


1)   EmployeeAnalysis: come razionalizzare ruoli e task rispetto ad un percorso di empowerment? come valutare l’employee satisfaction? come valutare la competence-map percepita?
2)   Budgetinge costing: quali sono i costi? come misurare le performance? come governare in via razionale ed anticipatoria l’azienda? come analizzare l'andamento dei risultati in relazione al budget? come evidenziare le responsabilità?
3)   Web-Experience: come creare una identità web coerente con l'immagine aziendale?  come creare relazioni dirette con i propri clienti? come raggiungere nuovi clienti e mercati? come aumentare l'engagement dei propri clienti?



I prossimi articoli analizzeranno le varie fasi del progetto, ora, invece, vi raccontiamo come è andata qui in CN.


Massimo Memmola, ricercatore e docente all’università Cattolica di Milano, è stato il referente principale in Cube Consulting di questo nuovo sguardo sul futuro. A lui abbiamo chiesto di rispondere a qualche domanda che possa far capire quanto questa non sia solo una questione di paroloni accademici, ma abbia a che fare con la vita di chi lavora in CN. Quindi… soffiamo via il fumo e vediamo l’arrosto!

·         Quali sono le caratteristiche che hanno permesso questo cambio proprio in CN? Ci sono stati problemi?
CN è oramai un’azienda “matura”, in quanto ha dei dati economici strutturati che possono essere più o meno facilmente organizzati in centri di costo e un processo produttivo stabile. Senza un sistema adeguato, però, questa struttura sarebbe data del tutto per scontata e questo non è quello che serve per poter guardare al futuro. Il primo passo per il cambiamento è stato quello di capire chi si è e come si è fatti, una sorta di studio anatomico dell’azienda. Se Silvio e Davide Cappi non si fossero messi in gioco, impegnandosi a riscoprire il luogo dove hanno da sempre lavorato, nulla si sarebbe potuto fare. I problemi sono stati innanzitutto legati al cosiddetto “way of thinking” dell’azienda, cioè al modo in cui si agisce e si guarda a se stessi. Più che veri e propri problemi, si sono verificate complessità: l’anatomia di CN, in effetti, si è rivelata più complicata di quanto previsto.


·       L’elemento personale che ruolo ha giocato?
È stato l’elemento decisivo: come ho detto prima, si parte dal cambiare il modo di pensare e di agire, quindi la disponibilità dei singoli è essenziale per implementare un sistema di controllo di gestione. Si deve costruire un gioco di squadra, dove tutti remano insieme nella stessa direzione.

·        Dove si vuole arrivare con questo progetto?
Con questo progetto si può e si deve arrivare molto lontano, perché con una logica manageriale ci si pone sullo stesso livello di gioco delle più grandi imprese europee. CN vuole arrivare ad essere competitiva non solo sul prodotto, ma anche sulle logiche di gestione.
Poter ampliare la schiera dei propri interlocutori senza essere in condizioni di inferiorità si rivela la carta vincente, ancor più in questo periodo di crisi.


·        In quanto tempo si avranno i risultati?
I risultati sono già tangibili: la conoscenza della struttura di costi dell’azienda è già patrimonio dell’amministrazione ed è in corso lo studio della capacità produttiva. E’ in atto una nuova strategia di web business e questo blog, insieme col sito e i social network, ne è la testimonianza. Come per tutte le buone auto,  perché il tutto sia a regime ci vorranno un paio di giri di pista.  Il sistema, comunque, verrà perfezionato di anno in anno, per adattarlo ai nuovi livelli raggiunti.

martedì 23 ottobre 2012

La FORMAZIONE in azienda




Formazione: progressiva acquisizione, attraverso lo studio o l'esperienza, di determinate competenze specifiche, processo con cui qualcosa si forma.

L'importanza della formazione per il mondo lavorativo è cosa oramai nota: basta digitare 'formazione' su qualsiasi motore di ricerca per essere sommersi dalle opportunità di seguire corsi erogati da enti di qualunque genere. Dai corsi di giardinaggio alle tecniche più moderne per la chirurgia, tutti possono trovare la soluzione adatta alle proprie esigenze.

Ma come si inserisce una proposta così ampia nel mondo delle imprese? Cos'è la vera formazione di cui le aziende hanno bisogno?

Senza dubbio l'essere avvantaggiati sulle tecniche di produzione e sulla qualità delle lavorazioni è un primo passo: l'eccellenza ha sempre giocato un ruolo decisivo nella riuscita di progetti nuovi e nel rilancio di quelli non troppo recenti.
La formazione qui è intesa quindi come avanguardia, come profonda conoscenza del mondo e delle sue evoluzioni, ma non senza un briciolo, o forse più, di capacità previsionale e di voglia di sfida. 

Proprio in quest'ottica, l'essere bravi a fare qualcosa non basta: occorre sapere gestire le proprie capacità, potersi vendere al meglio. Ed è qui che entra in gioco la formazione di alto livello professionale: sono i dirigenti, gli amministratori che devono imparare a saper valutare il loro potenziale e ad utilizzare gli strumenti per impostare il governo aziendale in modo da indirizzare l'impresa là dove si vuole arrivare.
La formazione manageriale è volta a fornire una serie di "attrezzi" per i dirigenti, perché possano guardare alla loro realtà in modo diverso e più consapevole, porre sul livello delle grandi aziende internazionale, poter dialogare con loro rendendosi conto di chi si è e cosa si vuole fare. E soprattutto COME.


Un po' come una barca: chi ha in mano il timone deve sapere che direzione prendere, come guardare la bussola, come regolare le vele e in che punto dell'oceano ci si trova.

Un po' come l'asino e la carota: bisogna puntare la carota nella direzione giusta per permettere al l'asino di muoversi sul giusto sentiero. Probabilmente l'asino sarà più motivato dalla prospettiva del lauto spuntino, piuttosto che da una bastonata correttiva a posteriori, dopo che avrà già commesso lo sbaglio.

In CN arredamento è quello che si sta cercando dei fare col nuovo sistema di controllo di gestione, con l'aiuto di Cube Consulting.
Molte altre aziende si stanno fornendo di questi strumenti, 
stanno imparando come muoversi e come utilizzarli in un'ottica di medio-lungo termine.

Allora... Buona navigazione a tutti!