venerdì 5 aprile 2013

TDM6 - La sindrome dell'influenza


Si apre oggi la VI edizione della TDM, Triennale Design Museum, col titolo "La sindrome dell'influenza".
Il periodo non può che essere più favorevoli; con questi cambi di meteo, un raffreddore ce lo siamo presi tutti!
Ma non è esattamente questa l'INFLUENZA di cui si parla in Triennale, bensì un'attitudine tipica del DESIGN ITALIANO: quella di lasciarci influenzare, da virus intellettuali provenienti da tutto il mondo.
Assimilare, confrontarsi, dialogare con altre culture; creare nuovi progetti ed innovare.

Questi sono i temi del nuovo allestimento del museo del design milanese, curato da Silvana Annicchiarico e Pierluigi Nicolin, visitabile da domani, fino a febbraio 2014.

Forchette parlanti - B. Munari


Si narra un percorso nella storia del design italiano, di cui si parla anche nel nostro blog (qui e qui, per ora), che viene articolata in 3 fasi:
1) L'invenzione del design italiano, ovvero i grandi maestri che hanno costruito le basi grazie alle quali il Made in Italy è diventato, nello step successivo, un vero e proprio marchio di pregio nel panorama del design;



A. Mendini


2) La distruzione creatrice: nel dopoguerra i cambiamenti politici e sociali rivoltano anche il mondo del design, creando nuovi concetti e e nuovi contenuti;



Woodpiercing - R. Gilad by Flos


3) I marchi ora sono diventati protagonisti: i brand, con il loro alto contenuto di immagine e valore dominano il mercato e fungono da punti di convergenza per tutte quelle "influenze" che li hanno costruiti e determinati.

Buona visita a tutti!

martedì 2 aprile 2013

Al SALOON con GIANFRANCO!

Bentornati a tutti, la nostra rubrica dei "Saloon di CN" riprende con un ospite di eccezione, una persona chiave in CN, un uomo dalle mille risorse... Ecco a voi Gianfranco Gatti!
Gianfranco è l'ufficio preventivi di CN, è approdato qui dopo una lunga esperienza....

Ciao Gianfranco, presentati ai nostri lettori!
Salve a tutti, mi chiamo Gianfranco Gatti e abito a Como. Ho sempre lavorato nel settore legno: in diverse aziende ho seguito sia la parte di preventivi che di produzione.
Ho iniziato a lavorare nel lontano 1976, come ufficio tecnico-preventivi e tempi e metodi. Poi dopo 3 anni sono andato in un'altra azienda, dove seguivo le schede di produzione, e anche qui il rilievo tempi e metodi di lavoro.

Cosa ti piace del tuo lavoro?
Beh, diciamo che è un lavoro abbastanza vario, anche se adesso si è sempre tutto il giorno davanti al computer (e questo non è il massimo!). Non sarebbe male alternare questo lavoro con un po' di rapporti personali.

Com'è stato il tuo rapporto con i colleghi e con i datori di lavoro?
Mi sembra abbastanza buono. Mi sembra di non aver mai avuto problemi nè nelle "vite precedenti", nè in quella attuale. Con i datori è sempre andata bene, anzi...


Da quando hai iniziato, come e quanto è cambiato il lavoro?
Diciamo che il lavoro è cambiato tantissimo, non tanto. Sia il lavoro d'ufficio, dove il computer adesso la fa da padrone: una volta si usava la calcolatrice, carta e penna, per fare i conti. Ora il computer aiuta tantissimo e velocizza alcune cose che allora era difficile fare. Sia a livello di produzione: anche lì è cambiato molto, sia nelle tecniche di lavoro, sia nei macchinari: adesso le macchine a controllo numerico aiutano e anche loro, come il pc in ufficio, la fanno da padrone. Senza macchine a controllo tanti lavori non è che non si possano fare, ma sarebbero molto più complicati, lunghi e costosi.
E' anche vero che una volta c'era più manualità, adesso invece bisogna star dietro alle macchine. Poi ci sono anche meno persone abituate a fare il falegname da banco di una volta, e quindi certi lavori stanno un po' finendo.

Dici che questa tendenza continuerà?
In ufficio è impossibile che ci sia un ritorno al manuale, anche perché non siamo più capaci di fare i conti a mente! E poi è chiaro che una tabella di excel, rispetto ad un foglio scritto a mano è più veloce ed ordinato. Lì un ritorno non ci sarà più, e anzi, divernterà sempre più automatizzato.
Anche a livello di produzione non penso potrà esserci un ritorno. Ci saranno dei lavori di nicchia, dove qualcuno a livello artigianale, lavorerà ancora come una volta, ma il grosso andrà avanti con macchine sempre più legate alla tecnologia.
Questo vale anche a livello di verniciatura, di finiture e di imballo, è chiaro che il lavoro di una volta non è più concepibile. Attualmente si usano vernici completamente diverse e meno tossiche, si usano cicli di verniciatura che una volta non erano pensabili.

Qual'è il lavoro dei tuoi sogni?
Io ho sempre avuto la passione della fotografia, quindi per me sarebbe il massimo poter fare solo quello. E poter camminare in giro per le montagne...
La vita all'aria aperta sarebbe molto diversa e molto bella.

Parlaci un po' della tua famiglia
Sono sposato da 31 anni, ho due figlie: una che farà i 30 quest'anno, e una i 24. La maggiore tra un mese si sposa!

E con una bella notizia chiudiamo questa puntata! Grazie Gianfranco!

domenica 31 marzo 2013

martedì 26 marzo 2013

Il LIBERTY

1902, Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa, Torino.
" Vorremmo che questa mostra organica di arredi non avesse soltanto di mira un aristocratico carattere di eleganza e di bellezza d'arte, ma anche e soprattutto un carattere pratico ed industriale. Vorremmo, in una parola, che artisti e fabbricanti non tendessero tanto alla creazione di pregevoli oggetti di lusso, quanto allo studio di tipi di decorazione completa, adatti a tutte le case e a tutte le borse e massime alle più umili, in modo da promuovere un reale, efficace e completo rinnovamento dell'ambiente".

Tavolino da tè in mogano e cristallo - E. Basile

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, il legame tra Arte ed Industria va via via affermandosi, trovando primo effettivo riconoscimento nell'Art Nouveau, nella Secessione, nello Jugendstil e nel Floreale. Tutti nomi della stessa tendenza che, pur affermandosi alla fine del XIX secolo, può essere considerata, sia per lo stile, che per il carattere industriale, la prima tendenza del XX secolo.

Il manifesto artistico è, per la prima volta, sostenuto da un nutrito gruppo di imprenditori ed artigiani, industriali, architetti ed abanisti che si impegnavano attivamente nella produzione, già in crescita da metà dell'Ottocento.
Se Ernesto Basile è forse il maggior esponende del Liberty, Vittorio Ducrot è il nome più rappresentativo nel settore arredo. Il loro binomio, sfociato nella collaborazione per la ditta Golia, rappresenta un modello modernissimo di organizzazione: non solo produzione di mobili, ma anche arredamento "contract", per alberghi e navi, il tutto sostenuto da una nutrita rete di distribuzione nei negozi.
Insieme a loro, un grande riconoscimento è stato ottenuto anche da Antonio Ugo.

Sedia - Bugatti

Le arti applicate del primo '900 sono dominate dalla categoria dei mobilieri; otre al binomio Basile-Ducrot ricordiamo l'architetto Moretti e il mobiliere Ceruti, attivo a Milano, dove nel 1906 si svolse un'altra internazionale.
La produzione non era riservata ad un élite, ma questo è un discorso che vale più per i complementi di arredo. I mobili erano infatti soggetti ad una lavorazione artigiana molto particolare, che richiedeva modelli e disegni in scala grande al vero e che si "inventava" ogni volta per rispondere alle nuove esigenze di materiali e di forme. Se la sedia Thonet nasceva da sagome meccanicamente incollate, i mobili di Art Nouveau venivano costruiti di volta in volta, allo scopo di vitalizzare "ad arte" ogni oggetto di vita quotidiana.

Etagère - Ducrot
Quali sono le caratteristiche dello stile? Beh, è uno dei più conosciuti ed imitati e il suo nome "Floreale" esprime chiaramente il riferimento ad elementi naturali. Bisogna però sottolineare che lo stile liberty non "imita" la natura, ma "gli organici processi che ne determinano le forme", come dice De Fusco. La LINEA è il carattere fondamentale, la linea sinuosa che si moltiplica e si avvolge su se stessa, si contrasta e viene traslata. L'elemento floreale viene poi declinato di regione in regione, e per motivi di produzione seriale, si regolarizza in modo geometrico.

L'influenza del liberty è ancora oggi, in Italia, forte: l'eredità è una visione di artidesign, ossia quella disciplina che mescola artigianato e design. Succede così anche qui in CN, dove si mescola la presenza di importanti architetti e designer con quella di artigiani con un'esperienza grandissima nel campo delle lavorazioni del legno.

venerdì 22 marzo 2013

La STORIA DEL DESIGN

Ancora una novità importante per il nostro blog... inizia la rubrica dedicata alla storia del DESIGN!

Oramai gli oggetti dei design fanno parte della nostra vita quotidiana, li vediamo e li usiamo tutti i giorni, ci viviamo letteralmente in mezzo. 

Ma chi li ha inventati? Da dove arrivano? Perché sono fatti così?

Beh, se non si è degli addetti ai lavori o studiosi dell'argomento, è difficile andare oltre al semplice apprezzamento estetico dell'oggetto e al nome che è di moda. 
In quanto produttore di alcni di questi oggetti, CN si propone quindi di provare a fare una panoramica sulla storia del design MADE IN ITALY.


Sessantuna di Cassina



Perché questa scelta?
Semplice: il valore del MADE IN ITALY nel campo dell'arte (e dell'artigianato) è innegabile, e ha una storia lunga secoli. La creatività e la continua ricerca di valore sono asset portanti per la nostra economia, sono vie che non bisogna mai smettere di percorrere per ottimizzare il proprio lavoro. 
Quindi, perché non iniziare a guardare il patrimonio che ci troviamo in casa e valorizzarlo giustamente?



Tutto questo va fatto però senza dimenticare che il mondo si sta facendo sempre più internazionale e le contaminazioni si fanno via via più forti!

Quindi.. a Lunedì, con il primo articolo sullo stile LIBERTY!

martedì 19 marzo 2013

Auguri papà!

Un grande augurio a tutti i nostri papà...
Falegnami e non!

G. De La Tour,
San Giuseppe Falegname

New business models! (?)


CN's blog doesn't speak only about wood and design: CN is, first of all, an enterprise, and so it lives the troubled life of the business planet.

CN must be sensible to what is new in its sector, not only regarding techniques, but also regarding the managerial approach.
We have already spoken about how important is the executive education and how, in CN, there is a new management control system. Today we are going a little further, by starting exploring a subject that is an unlimited source for discussion and publication.
What are these "new business models"??




A business model explore how a company creates, delivers and capture value (either economical or social). Its construction is part of the business strategy and it is composed by a broad range of formal and informal description of the core aspects of the business, that are, for example, purpose, offering, strategies, infrastructure, organizational structure, trading practices and operational processes. The business model describes and classify business, but it is also used by creative manager to get a perspective and formulate a recipe.

This process has been modified according to the development of new ways of production, along with the industrial revolution, because it refers to the context.
The economic crisis has forced a new change of these models, because of the changes in financial context, as well as the rise of new needs and ideas.
Adapting our business model seems to be the main road to exit the crisis.

But how can we do that? There are multiple starting points, such as books, courses, meetings...
Regarding the Italian publishing, each publishing house has proposed its own volume.
Here there are just few of them: FAG has published in 2012 a "Manuale pratico" to "Creare modelli di business" (Practical manual to create business models), the Camera di Commercio in Milan proposes, printed by Mondadori, a manual titled "Verso nuovi modelli di business" (Towards new kind of business models), written by M. Magatti, professor at Universitò Cattolica; in the meantime, Franco Angeli and  Springer focus on new models in the services businesses.
Finally, there is a huge number of  specialized publishing, especially for the e-business and new technologies.

This is a success at a global level; as you may know, there are various "best seller", like "Business Model Generation" and "Blue Ocean Strategy".
All authors have some guidelines in common. Here you can find few of them.
Remember that these do not work as a magic wand, they are just a starting point for re-thinking.

-> Rigorous method
-> Remarkable creativity
-> Do more and better, with less
-> Incrising the immaterial assets, to create added value
-> Appraise the production chain
-> Value all type of resources (human, social, environmental)
-> Caring about sustainability



Here in CN, since a year, we have been re-thinking our business model, along with the purposes here above.
The result is still in progress, but, essentially, we have chosen to present ourselves at the SOLE REFERENT for our clients, giving them a COMPLETE SERVICE.
This policy has created the possibility for the client to refer only to a person for an entire project, that go between the various actors of the production; moreover this process can crate a network in which different organisations can cooperate.
And what about YOU?
Leave a comment and tell us what have changed in your business!