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mercoledì 19 giugno 2013

Forum Legnoarredo: le aziende italiane allo specchio

Giovedì scorso, 13 giugno, presso la fiera Milano Congressi si è tenuto il Secondo Forum di FederlegnoArredo.
Il presidente di FederlegnoArredo Roberto Snaidero

«Un grande evento per un grande settorea dimostrazione che il nostro tessuto produttivo svolgerà con sempre maggiore efficacia un ruolo di primo piano nella crescita del Paese. Noi siamo consapevoli di questo compito e siamo pronti» così dice R. Snaidero. 

Il forum si è dimostrata un'occasione di verificare la vivacità di questo settore: più di mille partecipanti e decine di ospiti si sono alternati in una giornata di incontri tematici. 
Anche CN Arredamento era presente e oggi vi raccontiamo un po' cosa abbiamo capito noi e cosa ci è sembrato interessante. 



La prima sessione plenaria, intitolata "Le eccellenze dell'italianità" è stata piacevolmente animata da P. Daverio, che più che moderatore i è posto come provocatore di G. Anzani, P. Gandini, C. Luti, A. Margaritelli, R. Illy e A. Romano, tutti esponenti di spicco del settore, che hanno portato sul palco la loro esperienza e le loro sensazioni, a volte contrastanti, sui modi di porsi delle aziende italiane. Importantissime sono le nostre radici, la tolleranza, la proponesione estetica, il contenuto ingegneristico che sappiamo sviluppare... anche se la realtà ci dice che siamo ancora poco capaci di fare sistema. Ma proprio dalla nostra capacità di FARE il BELLO, possiamo ripartire e fondare il nostro rapporto con l'estero, proponendoci come "educatori alla bellezza e alla qualità".


Abbiamo poi seguito diversi workshop, sdoppiandoci nelle varie sale ed imparando i nuovi modelli di scelta del consumatore, come costruire business e come un bell'ufficio può renderci felici. Riguardo quest'ultimo argomento, è stato interessante scoprire come si stiano sviluppando modelli di lavoro ben diversi a quelli a cui siamo abituati (specialmente qui in Brianza!), dove il benessere del lavoratore è garantito attraverso una serie di asset intangibili, un ambiente di lavoro che stimoli la

creatività, benefit economici e formativi. Importantissimo in questo senso è far capire ai lavoratori il VALORE del loro lavoro e, in qualche modo, restituirglielo. In questo senso è molto importante agire con una business intelligence, in grado di prepare un business plan che sappia esattamente da dove e quando arriverà la ricchezza prodotta, per poterla redistribuire. In CN abbiamo già attuato in ques'ottica, il progetto G.Ma.P., potete approfondirlo sempre sul nostro blog!







martedì 4 giugno 2013

Essere o non essere (SOCIAL)?

Partiamo da alcuni dati:
- il 77% delle aziende italiane (il 2% in più rispetto all'anno scorso) usa i social media.
- il 94% di esse lo usa per e-commerce, seguono, in ordine di preferenze, obiettivi generali di diffusione dell'immagine, vendite promozionali, raccolta di nuovi lead e feedback immediati di nuovi clienti.
- Facebook, Twitter e Google+ sono in testa, seguono LinkedIn, Youtube e Pinterest, accompagnati da una buona percentuale di aziende (40%) che dispone di un blog.
- Crescono applicazioni ed advertising.
- La gestione è affidata nella maggioranza dei casi all'area commerciale o assistenza clienti, a volte è esterna all'azienda, pochissime volte c'è un team dedicato.

Solo il 12% delle aziende che utilizza questi mezzi è pienamente soddisfatto, mentre il 50% si dichiara solo parzialmente soddisfatto. Sui social stessi si discute della bontà di questi canali, di come vadano usati e del SE vadano usati.

In realtà, se guardassimo un poco fuori dal nostro Paese, scopriremmo che nel resto del mondo questi canali sono ben più sfruttati, studiati e quindi redditivi. Questo perché permettono di avere un sacco di vantaggi, impossibili da negare:
- creazione di una rete
- individuazione di nuovi target
- essere visibili sui motori di ricerca
- creare un rapporto fiduciario con i clienti
- poter interagire direttamente
- creare la propria immagine
- ascoltare tutti gli stakeholders
- dare risposte in tempo reale
- misurare il traffico di informazioni sulla tua azienda...
Etc... insomma, tante cose belle ed utitli, il sogno di qualsiasi commerciale.
MA? c'è sempre un MA, come in tutte le migliori invenzioni.
Qui il MA è particolarmente rilevante perché si rivela vera la citazione di un supereroe caro a tutti: "Da grandi poteri derivano grandi responsabilità".

Possiamo dire che tanto sono validi questi strumenti, tanto sono dannosi se non usati propriamente, più o meno come succede quando diamo un arco in mano a Marco Galiazzo o ad un bambino. Capite bene che la differenza è abissale.

Se vogliamo che le frecce centrino il bersaglio, bisogna allenarsi, avere chiaro in mente l'obiettivo da raggiungere, misurare il vento e tonificare i muscoli, scegliere la freccia e l'arco adatto... insomma, avere ben chiaro cosa si vuole fare e come.
In caso contrario rischiamo di colpire il nostro amico che fa il tifo per noi a bordo campo.
I social possono essere quindi ottimi strumenti così come pessime scelte, come accade per qualsiasi altro STRUMENTO che si usa in azienda. Attenzione quindi! Il social NON è la soluzione, ma un MEZZO per TROVARE SOLUZIONI!

Ora, sfatato il mito che il social sia un must e che sia la salvezza di ognuno di noi (piacerebbe a tutti avere avere la bacchetta magica!), scendiamo un po' più nel dettaglio, presentando il caso di CN Arredamento.

La nostra è un'azienda B2B, ovvero per i non-inglesofili, un'azienda terzista, che si occupa di svolgere un
servizio per altre imprese (nel caso specifico parliamo di industrie di mobili, studi di architettura, designer, privati...). E cosa potremmo noi guadagnare da una strategia del genere?
Sicuramente farci conoscere. Per noi non è importante il contatto col cliente singolo, quanto avere una piattaforma che ci consente di presentare il nostro servizio a chiunque cerchi una falegnameria che realizzi i suoi progetti. CN ha pensato ad una STRATEGIA WEB che ci permetta di presentare un servizio e di essere contattabile tramite numerosi mezzi, da un tweet a un post, da qualsiasi parte del mondo, a qualsiasi ora. CN sta crescendo e la sua comunicazione si fa sempre di più strutturata ed integrata, il mondo dei social web è una carta da giocare per la completezza del nostro profilo.
Abbiamo quindi deciso di creare una pagina su Facebook, Twitter e Google+, per condividere con chiunque qualcosa della nostra realtà e far capire a chi ci si sta affidanto.
Abbiamo aggiunto Pinterest, per mostrare visivamente chi siamo e in cosa crediamo.
Non potevamo di certo farci mancare LinkedIn, una piattaforma più professionale, dove discutere con altri "addetti del settore".

Ovviamente non è stato facile e non lo è tuttora: per strutturare un profilo occorre molto tempo e molta cura. Possiamo dire di essere dei neofiti e di stare ancora regolando l'arco per lanciare le nostre frecce.
Per lo meno, quelle che abbiamo tirato fin'ora, sono rimaste nel campo di gioco.



lunedì 18 marzo 2013

Nuovi modelli di business! (?)

Il blog di CN Arredamento non si occupa solo di legno e design: CN è prima di tutto un'impresa e come tale vive in nel mondo (oggi abbastanza problematico) dell'imprenditorialità.

Come ogni altra buona industria deve avere un occhio di riguardo alle novità del settore, sia per quanto riguarda le tecniche, sia per la parte economica e gestionale.
Negli scorsi mesi vi abbiamo parlato dell'importanza della formazione, del nuovo sistema di controllo di gestione che si sta implementando... Oggi vogliamo invece parlare di un argomento che sembra una fonte inasauribile di pubblicazioni, discussioni e idee.




Sempre più spesso si sente parlare di "nuovi modelli di business", ma cosa significa questo?

Un modello di business si compone di diverse variabili, di origine sia organizzativa che strategica, che, se ben orchstrate, consentono all'azienda di acquisire un vantaggio competitivo sul mercato nel quale opera.
Significa quindi saper fare diverse cose:
- Convertire l'innovazione in valore, seguendo una determinata strategia;
- Definire l'organizzazione, per poter raggiungere gli obiettivi prefissati;
- Codificare i rapporti col mercato;
- Creare un sistema di controllo in grado di analizzare i risultati e "prevedere" il futuro.

Questo processo è soggetto a numerose e diversissime rielaborazioni; la crisi che stiamo vivendo ha messo a dura prova non solo il portafoglio, ma anche le idee degli imprenditori e da qui la proliferazione di creazioni di nuovi modelli, che sembrano la via principale di uscita da questa difficile situazione.

Manuali, corsi, società specializzate... Numerose sono le occasioni per potersi mettere in discussione e ripensare alla propria impresa in un'ottica completamente diversa.
In campo editoriale, ogni casa editrici propone la sua: la FAG ha pubblicato nel 2012 un "Manuale pratico" per "Creare modelli di business", la Camera di Commercio di Milano propone, edito da Mondadori, un manuale "Verso nuovi modelli di business", di M. Magatti, professore all'Universitò Cattolica, mentre la Franco Angeli e la Springer si sono concentrate sui nuovi modelli nel campo delle aziende di servizi.
E tutto questo non comprende la galassia di pubblicazioni minori e specializzate per settore, tra i quali si fanno particolarmente presenti l'e-business e le nuove tecnologie.


Il grande successo di questo tema è visibile a modello globale: ne sono testimoni libri divenuti veri e propri best seller, come "Business Model Generation" e "Blue Ocean Strategy", solo per citarne un paio.
Ma quali sono le linee guida che vanno per la maggiore?
Ecco un breve (e di sicuro incompleto) elenco. Non abbiamo la sfrontatezza di dirvi che questa sia la bacchetta magica, ma potrebbe essere un buon punto di partenza.

-> Metodo rigoroso
-> Forte creatività
-> Fare più e meglio
-> Puntare sugli asset immateriali per l'aumento del valore
-> Valorizzare la filiera
-> Valorizzare le risorse (umane, sociali, ambientali)
-> Curare la sostenibilità

In CN c'è stato da quasi un anno un ripensamento dell'impresa in quest'ottica, e il risultato è stato questo: la scelta di fornire un servizio COMPLETO al cliente, di porsi al mercato come UNICO REFERENTE per i progetti di realizzazione di arredamento di interni.
Questo ha creato la possibilità di fornire un servizio che risulti "comodo" per il cliente, che si trova un unico interlocutore in grado di mediare tra i vari reparti di produzione; dall'altra parte, nel backstage se così si può dire, si è creata una rete di imprese che si aiutano e sostengono l'un l'altra.
E voi?
Lo spazio dei commenti è a vostra disposizione per raccontarci come avete cambiato la vostra impresa!



lunedì 11 marzo 2013

Dal tronco... al massello!

Buongiorno e buon lunedì a tutti!
Oggi torniamo in pista con la nostra rubrica dedicata ai tecnici e parliamo di... LEGNO MASSELLO.

Dicesi legno massello quella porzione di legno estratta dalla parte più interna e densa del tronco (il cui nome è durame), ovvero quella meno giovane rispetto all'alburno, da cui solitamente si ricava l'impiallacciatura, come già visto qui e qui.

Per arrivare al materiale che viene poi lavorato dai falegnami però, non basta tagliare un tronco, ma occorre prendersene cura in modo che non "soffra" il passare del tempo e l'aggressione degli agenti atmosferici.

Dopo essere passato da un centro di scortecciatura, il tronco può essere segato un vari modi, a seconda della sua grandezza. La segatura impone una particolare attenzione a chi la esegue, perché il risultato finale deve essere omogeneo e privo di spaccature o nodi. Questi sono per lo più presenti nella parte centrale del legno, dalla quale in generale si ottiene il materiale più "difettoso" e destinato alla costruzione.


 Curiosità: cosa sono i nodi e come si formano? I nodi altro non sono che residui della crescita dei rami: questi infatti si sviluppano dal midollo, ossia dalla parte più centrale del tronco. Una volta che l'albero cresce, gli strati successivi si sovrappongono e coprono i nodi, che rimangono quindi dei "tappa-buchi" all'interno della struttura del legno. Per questo motivo spesso si staccano e creano dei buchi o delle imperfezioni.




Il risultato della segatura sono: travi, morali, tavole o listelli, a seconda della loro forma e/o misura.
Si dividono in diverse classi:
- Classe A: a spigolo vivo;
- Classe B: a spigolo tondo;
- Classe C: a spigolo sgrossato.

Nella figura qui a fianco si possono vedere i diversi tagli di legno massello in commercio.

Ma prima di essere venduti, questi segati devono subire dei trattamenti. Occorre infatti ricordare che il legno "vergine" (ovvero il tronco appena tagliato) ha un'umidità che è circa del 40-50%; prima di essere lavorato deve quindi essere essiccato, naturalmente al chiuso o in particolari essiccatoi, con condizioni di atmosfera controllata. In questo modo l'umidità del legno si abbassa fino al 12 - 20%.  Si parla qui di stagionatura del legno.


La perdita di umidità causa un ritiro del legno, più sul raggio del tronco che non nella sua lunghezza.
L'umidità persa però, può essere recuperata dal materiale, se non sottoposto ad opportuno trattamento, e quindi causare una ri-espansione.

A questo punto bisogna intervenire per proteggere il legno da insetti o muffe, con opportune protezioni chimiche. Esiste però un particolare tipo di stagionatura, contraddistinta dal marchio KVH (Konstruktionvollholz) che evitano questo ulteriore processo di protezione, attraverso una riduzione ancora maggiore dell'umidità, attorno al 15%.

Terminata l'essiccatura, i segati vengono di norma venduti direttamente; piallati e rifilati nelle dimensioni standard, selezionati, stampigliati e legati in pacchi.

Il massello presenta alcuni vantaggi rispetto al lagno impiallacciato:
- ecologico: è un prodotto rinnovabile e riciclabile, con caratteristiche importanti per la bioedizilia.
- duraturo: se trattato opportunamente e periodicamente curato, il materiale di prima scelta ha una lunga vita.
- pregiato: ma sicuramente più caro!
- resistente e flessibile: essendo un materiale "vivo", risponde alle sollecitazioni dell'ambiente.
D'altra parte bisogna fare attenzione a:
- scegliere del materiale di ottima qualità.
- trattarlo con particolari mordenti, vernici, olii o resine.

Un limite importante del legno massello è quello dovuto alle dimensioni: il problema può sempre essere ovviato con la tecnica della giuntura a pettine o ricorrendo a del legno lamellare.


venerdì 8 marzo 2013

#IWD: l'arredamento alle donne!

Dedichiamo il nostro post di oggi alle donne: in questa giornata, International Women Day (Giorno internazionale delle donne) si è sommersi gli auguri e gli elogi al sesso debole (o forte?!) e ci si esorta ad una più attenta considerazione di quella che è, da sempre, la forza motrice della comunità.

In questi ultimi anni, l'argomento "quote rosa" è stato trattato in lungo e in largo, teorizzato e qualche volta applicato, ma, se da una parte i miglioramenti non si possono negare, restano comunque ancora numerose questioni da risolvere e dibattiti da concludere.

Anche nel mondo dell'arredamento, la componente femminile sta facendo sentire sempre di più la sua voce: dall'ideazione alla realizzazione vera e propria. Eggià, le quote rosa non si limitano a tenere in mano la matita, ma anche chiodi e martello.

Sebbene nel 2009, una mostra al Centre Pompidou di Parigi metteva in evidenza il fatto che le elles-designer nella collezione del museo erano solo 4 (articolo di Artribune), non possiamo dire che il mondo dell'inventiva in rosa sia così limitato. I nomi delle donne nel design si stanno facendo via via più forti ed è innegabile il loro contributo in innovazione. Charlotte Perriand, Cini Boeri, Gae Aulenti, Patricia Urquida, Matali Crasset, Inga Sempé, il collettivo Front, Paola Navone, Miriam Mirri, Laura Fiaschi, Donata Paruccini e Ilaria Morelli sono solo alcuni nomi. Potrete conoscerne alcune meglio qui, dove trovare delle bellissime interviste.
Dimostrano un senso della novità e dell'inventiva che non ha nulla da invidiare a quello dei loro colleghi maschi e sono altrettanto attente alla funzionalità e all'estetica; alcune di loro, dopo lunghe carriere costellati di successo non si arrendono e continuano a progettare.

E per la realizzazione?
Nonostante il falegname sia tradizionalmente un mestiere maschile, non sono poche le esordienti in questo mondo che, fregandosene delle convenzioni, prendono taglierino, chiodi e martello ed iniziano a costruirsi i propri prototipi.

Progettazione ed ideazione, ma anche cura dell'esposizione: le italianissime Paola Antonelli e Silvana Annichiarico dirigono i dipartimenti di Design rispettivamente del MoMA e della Triennale.

Ma cosa succede nelle nostre case?
Come sanno benissimo tutte le coppie (se volete rivedere questo divertente articolo, vene renderete conto), la donna è il guru in famiglia dell'arredamento. Un'indagine del forum alfemminile.com, mostra quanto e come le donne europee si sappiano muovere nel campo dell'arredo di interni: esse scelgono secondo il loro sentimento, perché "l'arredamento deve somigliarmi". Il mondo del mobile diventa un modo per esprimere i propri gusti, sempre con un occhio attento alle novità... e al prezzo ovviamente! Le donne si informano, guardano internet, programmi televisivi e riviste specializzate; comprano in negozi di fiducia, e si danno da fare perché gli ambienti siano organizzati, pratici e sempre nella forma migliore!

Per concludere: se qualcuno di voi avesse voglia di vedere una bella mostra, a Milano, a Palazzo Morando, una mostra ad ingresso libero racconta le "Donne in bottega". Designer, imprenditrici e artigiane, produttrici di innovazione dal 1906. E da molto prima.

venerdì 1 marzo 2013

CN SALOON... Ron Gilad!

First article of the new series "CN SALOON", with an exceptional guest!

Artist and designer, he gained experience in Tel Aviv, New York and Italy. Just awarded of the Designer of the year prize by Wallpaper*, recently in the Wright in Chicago and at Salone del Mobile with a solo exhibition. Pieces of his work compose the collections of the Metropolitan Museum of Art, Museum of Art and Design in New York and the Tel Aviv Museum of Art, where he's going to have a personal exhibition next summer.But he has much more to do and to imagine. This (and much more than this) is Ron Gilad.

Ron is described as "philosopher of everyday objects", "with a minimalist elegance", "linguistic", "developer of 3D concepts"... but we were so lucky to talk to him last month and now we'll let him speak about himself and his work.

When did you start to design and why?
I think I was doing sketches from a very young age and then I was bored by just using the pencils and the paper so I started to work with the rulers and suddenly everything started to become very symmetric and architectonic, three dimensional.
Then I studied architecture in high school, but I realized that I was too impatient to wait months or years to see the first product, so I decided to reduce scale and to study product design.

Why do you have this need to create?
I think this is my way to communicate with the world. I communicate my ideas through objects and not through words, as writers, for instance, do.

Do you want to communicate special ideas?
I'm trying to create for myself spaces and my own world, through objects. So it's less about the client and more about myself.

So is your source of inspiration yourself and your interior?
No, not  necessarily. I think that, when you are designing, after all, you are thinking about a certain function. In most of my designs there is a lot of cultural research and things that relate to specific place and time, most of the time relates to the past. Most of the times I'm basing my ideas on what already exists. So it's just like building another layer: it's not like starting from zero and trying to be innovative, I just add another layer on what I see.




Can you make some examples?
The new 56 collection for Adele-C. The idea was to create a surface for sitting and a container. The thing that was missing was how to elevate it from the floor. I didn't want to create a new leg, I looked a little bit in the past and I founded the Thonet chair, which somehow fits very well to be reduced in scale and become a leg. There is something very smoothing, the curves and everything, that doesn't really interrupt the space.



Is it different for you to design pieces for a collection or for an exhibition?
It is, in the sense that I think that when you are working in a gallery you can allow yourself to become a conceptual. However, when you are working with a company you just need to have a concept and develop it in different channels.


Do you have a particular sort of client you are focusing on?
No, I'm trying a lot to have no competition between my clients. Slowly I hope in few years, they will realize they are complementary to each others. I'm creating a world that until now was separated between this companies, I'm putting them together to start something new. (It remember to me something like.. this!)


What kind of relationship there is, between you and Italy?
A very special one. I lived 12 years in New York and even though sometimes I felt comfortable, I always felt some kind of disconnection to the American culture. Not because it is bad or good, it's just different from what I'm coming from. Suddenly I had the chance to start working with Italy, with Italian companies, and I found so much warmth and directness, as I'm used in Israel. Italy for me is like a perfect balance between the Israelian and American culture. There is something very easy: the communication and the possibility to become personal. It's not just about a product or making money, communication with people is the way.

And now... a little talk about CN!

When did you first met Silvio?
I first met Silvio three years ago, when I was working on the first exhibition with Dilmos. we were looking for producers and I don't know how, Dilmos said "we have the best producer, he can do everything" and that was the first time we started a collaboration.

What was your first impression of CN?
I thought that the level of professionalism was very high but there was a lot of respect to the artistic value that I added to my pieces. There was a kind of understanding of what things needed to be engineered, built and finished.

i SALOON di CN: RON GILAD!


Eccoci al primo articolo della rubrica "i SALOON di CN", con un invitato di eccezione!

Artista e designer, israeliano che ha vissuto a New York e lavora in Italia, fresco del premio di  Wallpaper* come Designer of the year, con alle spalle (solo recentemente) un'installazione personale al Wright di Chicago e al salone del Mobile. Suoi lavori sono esposti al Metropolitan Museum of Art, Museum of Art and Design in New York e al Tel Aviv Museum of Art, ma ha ancora tanto da fare e da immaginare.
Questo (e molto altro) è Ron Gilad.

Ron viene descritto in molti modi, da "filosofo degli oggetti quotidiani", a "elegantemente minimalista", "linguista" e "sviluppatore di concetti tridimensionali". Noi abbiamo avuto la possibilità di intervistarlo, qui in CN, e ora lasciamo che sia lui a parlarci del suo lavoro.


Quando hai iniziato a disegnare e perchè?
Già da piccolo ho iniziato a fare schizzi e bozzetti, poi mi sono annoiato di usare solo carta e matine, quindi ho iniziato a giocare con i righelli. Così, all'improvviso, tutto è diventato molto simmetrico e tridimensionale, architettonico. Ho studiato poi architettura, ma ero troppo impaziente: per vedere i risultati dei progetti bisognama aspettare mesi o addirittura anni. Per questo decisi di ridurre la scala e iniziai a studiare product design.

Perché senti questo bisogno di creare?
Credo che questo sia il mio modo di comunicare col mondo. Esprimo le mie idee tramite gli  oggetti e non le parole, come ad esempio fanno gli scrittori.

Cerchi di comunicare un contenuto specifico?
Cerco di creare degli spazi per me, il mio mondo, tramite questi oggetti. E' più un discorso su di me che non sul cliente.

Possiamo dire che la tua fonte di ispirazione sia il tuo mondo interiore?
No, non necessariamente. Penso che quando si faccia design, il tutto sia finalizzato ad una certa funzione. Molte delle mie creazioni hanno un background fato di studi culturali e ricerche storiche, in relazione ad uno specifico tempo passato. La maggior parte delle volte parto da qualcosa che esiste già. Quindi è come costruire un altro livello, non si parte da zero, cercando di essere innovativi, ma costruisco un livello personale di interpretazione a quello che vedo.




Puoi farci qualche esempio?
Certo, la nuova 56 collection di Adele-C. L'idea era di creare una seduta e un armadio. Ma mancava il modo di elevarli dalla superficie. Non volevo creare una nuova gamba, così ho ricercato nel passato e ho trovato la sedia Thonet, che in qualche modo si presta molto bene ad essere ridotta in scala e diventare una sorta di gamba. Nelle sue forme curve e smorzate c'è qualcosa che non interrompe lo spazio.


E' diverso creare per una collezione che sarà poi venduta o per un allestimento?
Lo è nel senso che, quando lavori per una galleria, ti puoi permettere di diventare concettuale. Altrimenti, quando si lavora con un'azienda, bisogna sviluppare il concetto per la vendita su diversi canali.
Produci per una particolare clientela?
No, anzi, sto cercando di eliminare la competizione tra i miei clienti. Lentamente, nel corso di qualche anno, spero che realizzino quanto siano complementari tra di loro. Sto cercando di unire un mondo di imprese che prima erano separate, che collaborino per qualcosa di nuovo. (ci ricorda qualcosa come... questo!) 


Che genere di relazione c'è tra te e l'Italia?
Molto speciale. Ho vissuto a New York per 12 anni e, anche se mi trovavo bene, sentivo di non essere del tutto in linea con la cultura americana. Non perché sia buona o cattiva, ma semplicemente perché è diversa da quella da cui provengo.
Poi, improvvisamente, ebbi l'opportunità di lavorare con delle aziende italiane e l'essere diretti e "caldi" degli italiani, mi ha colpito. L'Italia è per me il perfetto equilibrio tra la cultura israeliana e quella americana. E' molto facile, qui, comunicare, personalizzare. Non è un discorso solo di prodotto e profitto, ma si basa tutto sul rapporto personale.

E ora.. parliamo un po' di CN!

Quando hai incontrato per la prima volta Silvio?
La prima volta fu tre anni fa, quando stavo lavorando per il primo allestimento con Dilmos. Stavamo cercando dei produttori e mi hanno detto "Noi abbiamo il miglior produttore, sa fare di tutto!" e così iniziammo a collaborare.

Qual'è stata la tua prima impressione di CN?
Ho subito pensato che il livello professionale era molto alto, ma c'era anche un vero rispetto del valore artistico degli oggetti. Si capiva bene come le cose andavano fatte in ambito tecnico, come si cotruivano e si concludevano i progetti.

mercoledì 13 febbraio 2013

Io la cucina... tu il soggiorno!


Per oggi il nostro blog abbandona gli argomenti seri e professionali (ai quali torneremo prestissimo però, non vi preoccupate) per un articolo un po' più... sentimentale!

Surfando sul web, infatti abbiamo trovato una notizia molto interessante, che riguarda il mondo dell'arredamento: ben il 70% dei litigi di una coppia che ha appena iniziato a convivere, è causato dalla scelta dei mobili! Seguono a ruota il 20% dovuto al colore delle pareti, il 14% a causa di complementi di arredo (come dimenticare le terribili bamboline/macchinine che la tua dolce metà si ostina a non mettere via) e addirittura il 10% per la scelta delle tende. 

Furniture by Agata Ruiz de la Prada - Vondom



In particolare, se il 34% discute su che mobili servono o meno, un altro 27% fa dello stile dell'arredamento una questione fondamentale. Se gli uomini, nel 36% dei casi preferisce uno stile classico, le donne, invece, oramai stanche dei merletti e pizzi della mamma/nonna vorrebbero un arredamento contemporaneo e moderno. Buone percentuali di giovani conviventi desiderano per la loro casa uno stile minimal o addirittura hi.tech, rivelandosi più attente alle nuove tendenze (e tecnologie) dei loro compagni.

Lo studio che ha fornito questi dati (ArchitettaMi), inoltre, ha rivelato delle differenze fondamentali tra uomini e donne: i primi sono più attenti al soggiorno e alla camera da letto, mentre le seconde vorrebbero concentrare le risorse su bagno e cucina. 

L'indecisione (di lui) e il repentino cambio di idee (di lei) non fanno che aumentare i contrasti: trovare una soluzione che accontenti entrambi non è affatto facile!
Per questo le soluzioni "su misura" sono quelle che riescono a rispondere meglio: progettati insieme alla coppia, discusse con esperti e testati personalmente, i mobili su misura di cui CN è produttrice potrebbero essere la soluzione a questo genere di conflitti.

Ma ricordate: la soluzione migliore è quella di non litigare... l'amore supera tutti gli ostacoli! Buona festa degli innamorati a tutti!





Today's post isn't about professional or technical subjects (but don't worry, we'll be back on track soon), but for Valentine's day we have some more... sentimental news!

Surfing on the web, we found an interesting research, regarding both furniture and love: 70% of arguments in a couple, that just started to live together, is caused by the choice of furniture! Then we have 20% of fights about the color of the walls, 14% regarding accessories (how can we forget horrible puppies and mini-cars, that our sweetie can not live without) and, at the end 10% caused by the choice of curtains.

Furniture by Agata Ruiz de la Prada - Vondom
In particular, about 34% argues for the need of certain pieces of furniture, while 27% fight for the right style. 36% of men claim a classical one; on the other hand women, that are tired of laces and old-style sideboards, prefer a contemporary and modern one. A lot of your ladies want for their house also a minimal or hi-tech style, revealing themselves more attentive to trends (and technologies) than their men. 

Furthermore, this research (made by ArchitettaMi), has ascertained that, while men prefer to decorate and take care of the living room and the bedroom, women care more about the kitchen and the bathroom.  

At the end, also different approaches to this subject have a big part in the battle: he is usually more irresolute; when she changes her mind too many times in little time!
At this point, bespoken furniture is one of the answer that better suits (literally): furniture can be drawn by experts together with the lovers, projects can be discussed and the final pieces can be tested personally, by her or by him. CN provides this type of services with a complete productive path, that enable this company to be the sole referent for the entire project.  

But remember.. Love is overcoming obstacles, facing challenges and fighting to be together! Happy Valentine's Day everyone!



martedì 29 gennaio 2013

CN @ Imm Köln 2013


In queste settimane c'è stato molto da fare in CN Arredamento Design... E nel "molto da fare" è compresa anche la partecipazione ad una delle fiere internazionali più importanti: IMM Cologne

Questi i numeri della fiera: in sette giorni, dal 14 al 20 Gennaio scorsi, più di 142.000 visitatori, provenienti da 137 paesi hanno visitato le 11 halls in cui era divisa la fiera, in cui hanno esposto ben 1250 aziende, provenienti da 50 paesi diversi. Rispetto all'anno prima i visitatori provenienti da fuori Germania sono cresciuti del 13% e rappresentano ben il 42% del totale.

CN ha partecipato, o forse è meglio dire ha visitato, questa fiera in tre giorni, nell'ottica di una internazionalizzazione sempre maggiore. Abbiamo conosciuto persone provenienti da tutto il mondo, con idee diverse, stili particolari e design unici. 

Imm Cologne si propone di presentare i trend internazionali e le nuove innovazioni del mercato; compito che svolge in modo egregio, presentando anche numerose sezioni dedicate ai giovani. Questo mix di grandi aziende europee e mondiali e di giovani talenti, dona un gusto particolare alla visita. Inoltre i settori toccati sono numerosi: cucine, camere, bagni e living di ogni genere e sorta, arredati secondo i gusti più disparati e le tendenze più diverse. Una grande parte va ovviamente alle aziende italiane: esse si sono mostrate all'avanguardia nel gusto e negli allestimenti, nella particolarità delle lavorazioni e nell'originalità delle forme.

Per quanto riguarda i giovani designer, diverse sono state le sezioni a loro dedicate: numerosi hanno esposto con le scuole, il contest D3 ha premiato i giovani designer e quelli indipendenti, il progetto Ü60 ha dato l'occasione agli studenti di creare nuovi prodotti per una fascia di popolazione anziana, sempre in maggiore crescita.
E' stato in questi ambienti che CN ha conosciuto Jenny Ekdahl, Raphael Biller e Martin Fialkowske, le cui innovazioni, particolarmente apprezzate, saranno oggetto di un articolo che uscirà a breve!
Quindi.. alla prossima!



In these weeks, we had so much to do here at CN Arredamento Design... And in that "so much to do" there is also the participation at one of the most international furniture fair: Imm Cologne.

These are the numbers of the fair: seven days, between 14 and 20 January, more than 142.000 visitors, from 137 different countries, that have visited 11 halls, where 1250 companies, from around 50 countries had their stands. Foreign visitors raised 13% and represent 42% of the total.

CN has participated, or better has visited, this fair, aiming to a better international approach to the market. We knew a lot of people, coming from all over the world, with different ideas, particular style and unique design.

Imm Cologne want to present international trends and marketable innovations; a well done work, we must say. As matter of the fact, there are numerous opportunities for the young designer to present their work. A great mix of big names of the furniture world and young talents give the visitors a complete overview of the sector. Which is comprehensive of all kind of furniture: kitchens, bedrooms, bathrooms, living in general... And all of them are furnished in very different ways.
We must recognize that Italian industries have always a great part in showing their taste for innovations and dressings, being, as always, original and paying attention to details.


Regarding young designers, there were different sections for them: some schools, D3 contest rewarded young and independent designer,Ü60 shown off the creativity of a group of students in creating object and design for aged people.
In these halls, CN met Jenny EkdahlRaphael Biller and Martin Fialkowske, whose innovative products have been very appreciated by us, and they will be soon on our blog!
Don't miss it!


lunedì 3 dicembre 2012

G.Ma.P. 1.1 ovvero: guardiamoCI!

Rieccoci qui, a continuare la nostra rubrica sul sistema di controllo di gestione che sta prendendo piede in CN Arredamento Design
Un benvenuto a tutti alla seconda puntata, il seguito di G.Ma.P. 1.0 ovvero: guardiamo lontano!

Abbiamo già detto di quanto le persone siano un elemento chiave nella formulazione di una nuova ottica di management. Ora bisogna capire chi realmente sono quelle persone e cosa pensano del loro lavoro e di quello degli altri.
Non è un semplice vezzo: senza sapere che macchina si guida non si può programmare di raggiungere questa o quella velocità: spingere su un acceleratore di una Panda, pensando di guidare una Ferrari, potrebbe avere effetti devastanti, sia per la macchina che per il conducente!

L'argomento di oggi infatti è: GUARDIAMOCI, ovvero scopriamo come siamo fatti, chi siamo, in parole colte, effettuiamo una employee analysis.
Come già accennato nel capitolo precedente, questo studio mira a razionalizzare i ruoli e i task, in un'ottica di empowerment, valutare la employee satisfaction e la competence map percepita. 
Niente paura, queste cose suonano molto più apocalittiche di quanto realmente siano: in realtà si tratta semplicemente di un guardarsi allo specchio per scoprire la propria identità. ATTENZIONE però: guardiamoci per come realmente siamo, senza ingigantire difetti o pregi, restando ancorati alla realtà .

Il percorso di employee analysis si divide in tre step (o passi, secondo il detto "parla come mangi"; che oramai nel mondo del business è del tutto ignorato, sia per quanto riguarda il cibo che per la parola... ma non perdiamoci in chiacchere).

Fase 1: JOB SETTING
In questa fase si intende rilevare il sistema dei compiti e delle mansioni aziendali, così come sono definiti nella quotidianità. Questo avviene tramite un semplice questionario somministrato ai dipendenti, i cui risultati indicheranno il punto a cui ci si trova e quindi il percorso da seguire per raggiungere una buona gestione per obiettivi e attivare un processo di responsabilizzazione di tutto il personale presente in azienda. Si vuole cioè capire chi fa cosa, che ambito di autonomia ha e a chi deve rispndere delle proprie azioni. Solo conoscendo la situazione attuale dell'azienda si potranno formare dei centri di responsabilità e nominare dei dirigenti in capo ad essi, senza sovvertire l'ordine precostituito. 


Fase 2: SKILL EVALUATION
Una volta capito chi-fa-cosa, bisogna capire chi-fa-cosa-e-come. Capire, in pratica se all'interno della propria azienda si possiedono già le competenze professionali e manageriali, nonché le capacità umane che consentano di supportare la gestione partecipata degli obiettivi e dei meccanismi operativi di cui abbiamo parlato sopra. Questo avviene attraverso dei questionari incrociati, ossia a diversi livelli e attraverso una tavola rotonda con i maggiori responsabili aziendali, che delineano i profili ideali di ogni ruolo. 




Fase 3: EMPLOYEE SATISFACTION
In questa fase non bisogna semplicemente misurare la soddisfazione gli impiegati, ad ogni livello, ma bisogna anche capire se sussistano le condizioni per procedere all'empowerment, ossia quel processo di responsabilizzazione e condivisione degli obiettivi aziendali, concetto chiave del controllo di gestione.
Tutto questo avviene tramite l'analisi dei risultati di un questionario somministrato ai dipendenti, che contenga domande riguardanti diversi ambiti: se si è soddisfatti e/o apprezzati sul lavoro, come sono le condizioni di lavoro, il rapporto con i colleghi e il capo, i sistemi di carriera... e per quanto riguarda la seconda parte, domande sull'accettazione del rischio e della responsabilità, sistemi di ricompensa, valori e cultura aziendale...
I questionari ovviamente saranno diversi per i vari profili aziendali, in modo da calibrare le domande sulle attività già in atto e sugli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Tutto chiaro? Alla prossima puntata!